
Un’infezione al dente è un problema più comune di quanto si pensi e spesso viene sottovalutato. I sintomi di un’infezione al dente possono variare da persona a persona, in base alla causa, allo stadio dell’infezione e alle condizioni generali della bocca. In molti casi i segnali iniziali vengono sottovalutati, ma riconoscerli per tempo è fondamentale per evitare complicazioni.
I batteri presenti nella bocca possono penetrare nel dente attraverso carie profonde, cavità, scheggiature, fratture o traumi e raggiungere la polpa dentale. La placca batterica e il tartaro favoriscono l’insorgenza di processi infiammatori: la placca è una sostanza formata da saliva, residui di cibo e fluidi che si deposita sulle superfici dei denti e viene rapidamente colonizzata dai batteri; quando la placca non viene rimossa può cristallizzare e diventare tartaro che aderisce saldamente allo smalto e può essere rimosso solo dal dentista.
Il parodonto è l’insieme delle strutture che danno sostegno al dente ed è formato da gengive, legamento parodontale, cemento radicolare e osso alveolare. La parodontite è una malattia infiammatoria degenerativa che determina la formazione delle tasche gengivali e la distruzione dei tessuti di supporto del dente e può favorire la formazione di ascessi parodontali.
Quando l’infezione si concentra intorno al dente o nella gengiva si può formare un ascesso, ovvero una raccolta di pus derivante da batteri, detriti cellulari e globuli bianchi. L’ascesso dentale può essere di tre tipi principali:
I sintomi di un ascesso o di un’infezione dentale variano con la gravità e la localizzazione, ma i più comuni sono:
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La parodontite può progredire in modo silente; sintomi che possono far sospettare la malattia includono sanguinamento delle gengive, alitosi cronica, sensibilità termica, diastemi (spazi tra i denti), recessione gengivale e mobilità dentale. Il sanguinamento gengivale è un fortissimo indizio di una parodontite attiva.
La diagnosi di un ascesso dentale o di una parodontite inizia con una visita clinica completa. L’odontoiatra esamina il dente e l’area circostante, valuta la sensibilità alla percussione e può ricorrere a esami radiografici (ortopantomografia o radiografia mirata) per individuare la presenza e l’estensione dell’ascesso e eventuali riassorbimenti ossei.
La cura dipende dalla causa e dalla gravità dell’infezione.
In casi di perimplantite (infezione che colpisce impianti dentali) è fondamentale che la bocca sia libera da parodontite prima dell’inserimento degli impianti, perché la stessa microflora può migrare dai denti naturali agli impianti.
Un’infezione dentale non trattata tende a peggiorare nel tempo e può diffondersi ai tessuti circostanti, alla mascella, alla mandibola e, nei casi più gravi, ai tessuti molli del viso e del collo. In casi rari e molto gravi l’infezione può portare a setticemia. L’infezione può inoltre compromettere la stabilità del dente provocandone la perdita e danneggiare gli impianti in caso di perimplantite.
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Prendersi cura della salute orale quotidianamente riduce drasticamente il rischio di carie, ascessi e parodontite. Le pratiche fondamentali sono:
Appena compaiono i primi sintomi come dolore, gonfiore, sensibilità anomala o sanguinamento gengivale è consigliato rivolgersi subito a uno specialista. La visita odontostomatologica permette di diagnosticare prontamente la natura dell’infezione (endodontica, parodontale o gengivale) e stabilire il percorso terapeutico più adeguato per eliminare la causa e salvare, quando possibile, il dente.
Se stai cercando dove curare un ascesso dentale a Napoli, è fondamentale rivolgersi a uno studio specializzato in endodonzia e parodontologia. Presso centri specializzati si interviene rapidamente per diagnosticare e trattare l’infezione, eliminando il dolore e preservando la funzione e l’estetica del dente.
Esistono rimedi fai-da-te (sciacqui con acqua salata, acqua e bicarbonato, impacchi freddi, gel lenitivi) che possono dare sollievo temporaneo, ma non risolvono la causa. In nessun caso bisogna tentare di incidere o bucare un ascesso a casa: l’unica soluzione sicura è il dentista. L’antibiotico può ridurre il gonfiore e i sintomi, ma senza rimuovere la causa l’ascesso tende a tornare; l’uso improprio di antibiotici può portare a resistenze batteriche.
È stato dimostrato un forte legame tra infiammazione cronica orale e salute generale: la malattia parodontale è associata ad alterazioni dei parametri infiammatori dell’organismo e può essere considerata un fattore di rischio per malattie sistemiche come diabete e malattie cardiovascolari. La cura parodontale è quindi importante anche per la salute generale del paziente.
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La parodontologia e l’endodonzia si avvalgono di tecniche avanzate e, quando necessario, della chirurgia rigenerativa per ripristinare struttura ed estetica. Un approccio centrato sul paziente, con tecnologie all’avanguardia, aiuta a raggiungere un sorriso sano e duraturo.
| Tipo di infezione | Origine | Trattamento tipico |
|---|---|---|
| Ascesso periapicale | Carie profonda, necrosi pulpare | Devitalizzazione, drenaggio, antibiotici se necessario |
| Ascesso parodontale | Parodontite, tasche parodontali | Detartrasi, levigatura radicolare, terapia parodontale chirurgica se indicata |
| Ascesso gengivale | Corpo estraneo o residuo di cibo | Rimozione corpo estraneo, pulizia locale, antibiotici in caso di infezione estesa |
Non sottovalutare l’importanza della prevenzione: l’igiene professionale regolare, il controllo dei fattori di rischio e visite tempestive dallo specialista riducono notevolmente il rischio di ascessi e perdita dentale.
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