
Il Dentalscan, o Tomografia Computerizzata Cone Beam (CBCT) Dentale, è un tipo di esame radiologico che utilizza un apparecchio a bassissima emissione di raggi X per produrre immagini tridimensionali della bocca, dei denti, dei mascellari e delle articolazioni temporo-mandibolari. A differenza delle radiografie tradizionali, che forniscono solo immagini bidimensionali, il Dentalscan consente una visualizzazione completa delle strutture dentali e ossee in tre dimensioni, permettendo una diagnosi più accurata di molte condizioni dentarie e cranio-facciali, come carie, fratture dentali, lesioni ossee, infezioni e malformazioni.
La Tomografia Computerizzata offre un programma di ricostruzione mirato allo studio delle arcate dentarie - Dentascan - per la ricostruzione multiplanare e 3D. La TAC dentale è un prezioso supporto nella pianificazione delle riabilitazioni implantari, permettendo al chirurgo di preparare al meglio l’intervento e di operare in assoluta sicurezza. In campo odontoiatrico è utile per verificare la presenza di denti occlusi e valutare i rapporti con le strutture limitrofe come le cavità mascellari, le fosse nasali e il ramo mandibolare del nervo alveolare inferiore.
La TAC dentale costruisce un volume: non serve a “vedere meglio” in senso generico ma a rispondere a domande precise che la radiografia bidimensionale lascia aperte. Prima di un impianto, la domanda è semplice: c’è abbastanza osso, ed è abbastanza solido, per ancorare la radice artificiale? Sulla panoramica questa valutazione è approssimativa; sulla TAC il dentista misura altezza e spessore osseo al decimo di millimetro e valuta la densità. Nella mandibola corre il nervo alveolare inferiore; nella mascella superiore ci sono i seni mascellari. Sapere esattamente dove passano è ciò che separa un intervento sicuro da una possibile complicanza.
La TAC dentale è particolarmente utile prima di procedere agli interventi implantari: permette di capire la quantità di osso disponibile e l’eventuale necessità di innesti ossei, nonché di pianificare con precisione il posizionamento degli impianti. Inoltre la visualizzazione a colori del decorso del canale mandibolare facilita l’evitare contatti con strutture delicate durante l’intervento.
La preparazione è semplice: l’operatore può chiedere di togliere oggetti metallici dalla zona testa-collo, come occhiali, piercing, apparecchi mobili o collane. Il paziente viene posizionato seduto o in piedi davanti all’apparecchio a forma di arco che ruota attorno alla testa; si morde un bite plastico monouso per mantenere i denti nella posizione corretta. Durante l’esame si resta immobile mentre il braccio compie un giro completo attorno al capo; la scansione vera e propria dura dai 10 ai 40 secondi, a seconda della macchina e della zona da esaminare. Il tempo complessivo, comprensivo di preparazione e ricostruzione, è di pochi minuti.
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La ricostruzione avviene con dati elaborati da software dedicati: vengono generate immagini tridimensionali ad alta definizione che permettono di valutare la morfologia ossea, la distanza tra importanti strutture anatomiche e le eventuali anomalie. In alcuni casi è possibile una visualizzazione a colori del decorso del canale mandibolare e una simulazione del posizionamento di impianti per ottimizzare la strategia operativa.
La TAC dentale è di secondo livello ed è indicata quando la panoramica dentale (ortopantomografia) non basta per definire con precisione eventuali anomalie o per pianificare interventi complessi. Cosa valutare: lo spessore e lo stato dell’osso prima dell’impianto, le relazioni con nervi e seni e la presenza di denti inclusi o problematiche parodontali. La dose di radiazioni è relativamente bassa rispetto al passato, ma è comunque opportuno limitare il numero di scansioni radiologiche e utilizzare l’esame solo se apporta un’informazione che cambia la decisione clinica.
Esistono due tipologie di apparecchiature: quelle con il paziente disteso su un lettino e quelle con il paziente seduto. La qualità delle immagini è identica, ma i modelli a lettino possono offrire possibilità di estendere l’esame anche ad altre articolazioni, se necessario. Il referto non è una sentenza: è una mappa che guida le scelte e può aprire diverse strade terapeutiche. Le immagini sono di proprietà del paziente, che può richiederne una copia.
Non c’è contatto doloroso durante la scansione: basta rimuovere oggetti metallici, appoggiare il mento e restare immobili per pochi secondi. Le dosi di radiazione sono ridotte grazie all’uso di apparecchiature moderne a basso dosaggio e a filtri che limitano l’esposizione. La TAC 3D offre vantaggi rispetto alla TAC 2D: presenta la profondità e la vera anatomia del paziente in pochi secondi, permettendo una valutazione accurata delle relazioni tra i denti inclusi e le strutture vicine.
In uno studio moderno, la figura del medico radiologo e del tecnico è fondamentale: la preparazione, l’acquisizione e la refertazione richiedono competenze specifiche. L’esame può essere utilizzato anche per i controlli post-operatori e per monitorare la maturazione di eventuali innesti ossei. La scelta del tipo di approccio (lettino o seduta) dipende dall’apparecchiatura disponibile e dalle esigenze cliniche.
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La TAC dentale è un presidio fondamentale in ambito dentale: consente al dentista di avere una visuale completa della bocca in fase di diagnosi e facilita i trattamenti più impegnativi, come il posizionamento degli impianti. L’esame è particolarmente utile per valutare la quantità di osso disponibile e la necessità di eventuali innesti, offrendo una panoramica tridimensionale della relazione tra denti, nervi e strutture ossee.
Questa tecnologia rappresenta un avanzamento significativo: la TAC dentale 3D non è chiusa e risulta più accessibile ai pazienti che hanno difficoltà con gli spazi ristretti, offrendo una diagnosi rapida ed efficace senza necessità di preparazioni particolari.
La TAC dentale è bilanciata tra utilità diagnostica e gestione della dose radiogena: la decisione di procedere con l’esame è guidata dalla domanda clinica, e non viene prescritta come controllo di routine in assenza di indicazioni specifiche. L’esame è solitamente rapido, con un tempo di acquisizione che varia tra i 30 e i 40 secondi, seguito dall’elaborazione delle immagini da parte del radiologo.
Se vuoi saperne di più su come utilizziamo il Dentalscan nei nostri studi, contatta il tuo dentista di fiducia o visita i nostri centri specializzati per una consulenza personalizzata.
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