Funzionamento e sicurezza dei dispositivi di sbiancamento denti fai da te

I kit fai da te per lo sbiancamento dentale sono sempre più pubblicizzati online: di cosa si tratta? Quali sostanze impiegano e in che modo? Per schiarire la sostanza dentale abbiamo bisogno di prodotti che, liberando perossido di idrogeno, puliscano lo spazio tra un cristallo e l’altro del nostro smalto. In Europa non è permessa la vendita libera di prodotti che superino il 6% di perossido di carbammide, il quale libera circa 2.1% di perossido di idrogeno. Si tratta di una concentrazione bassa, ma un minimo di risultato lo si può ottenere.

Quali sono gli svantaggi dei prodotti fai da te? Come già accennato, i prodotti pubblicizzati come sbiancanti contengono in realtà sostanze acide o abrasive, che rischiano di danneggiare lo smalto e risultano inefficaci sul colore del dente. Lo sbiancamento dentale professionale è quello che viene effettuato in studio da un dentista o da un igienista dentale qualificato, utilizzando l’azione di principi attivi quali perossido di idrogeno o perossido di carbammide che possono essere eventualmente potenziati da specifiche lampade. Questa operazione è indolore, efficace e senza alcuna conseguenza per la struttura del dente o per la sua vitalità.

Prima del trattamento, il dentista può curare carie o altre problematiche presenti e procedere alla pulizia dei denti per eliminare il tartaro e le macchie superficiali. Affidarsi a uno specialista per il trattamento di sbiancamento dentale permette di ottenere un risultato sicuro e sotto controllo. Il paziente è seguito con professionalità e competenza durante tutte le fasi del proprio trattamento e può contare su prodotti che non danneggiano i denti e sostanze che vengono dosate in base alle sue esigenze. L’esperienza fa la differenza! Affidarsi ad uno studio competente è indispensabile per la salute del proprio cavo orale e per ottenere un sorriso perfetto.

1. dentifrici contenenti microgranuli che svolgono una funzione abrasiva. Dentifricio nero a carbone attivo, con alto potere assorbente. 2. 3. Un prodotto molto utilizzato sono le cosiddette “whitestrips”, striscette adesive che si adattano alla superficie dei denti. Vanno posizionate sui denti per lasso di tempo indicato sul prodotto e possono anche sbiancare a fondo. Dott.ssa Giulia PaoliniIgienista Dentale. Attività di Tirocinio da gennaio 2015 presso il reparto di ortognatodonzia del Policlinico Umberto I di Roma e presso lo Studio dentistico Mazzei & Partners dall’aprile 2011. Ha partecipato a numerosi corsi e congressi in materia di Igiene Orale come Igienista Dentale. Ha conseguito il diploma di master “Tecnologie avanzate nelle scienze di igiene orale”, presso l’università “La Sapienza” di Roma con la votazione di 110 e lode.

Lo sbiancamento dei denti è un trattamento odontoiatrico estetico volto a schiarire il colore dei denti e il sorriso in generale. La richiesta di questo trattamento è in crescita, tuttavia, sono ancora molte le persone che non osservano una corretta igiene orale domiciliare, fondamentale per una bocca sana e per il raggiungimento di uno stato di benessere personale. La bocca rappresenta un mezzo di comunicazione verbale e non verbale e, per poter soddisfare esigenze e aspettative del paziente, è necessario un approccio multidisciplinare che coinvolge professionisti come l’odontoiatra, l’ortodontista e l’igienista dentale, per garantire salute ed estetica del sorriso.

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Sbiancamento dentale: selezione del paziente e valutazioni preliminari

Lo sbiancamento dentale è un trattamento da affrontare con serietà e che va evitato in gravidanza, durante l’allattamento o per i pazienti allergici ai perossidi. La valutazione di idoneità al trattamento sbiancante va preceduta da un’adeguata diagnosi odontoiatrica (Direttiva UE, DM del 5 novembre 2012): spetta a odontoiatra e igienista dentale eseguire il trattamento nel rispetto di parametri precisi, al fine di prevenire effetti collaterali e favorire il successo del trattamento.

Per poter effettuare un trattamento sbiancante per i denti è essenziale considerare lo stato di salute generale del soggetto, per non interferire con terapie sistemiche (antibiotici, cortisonici, ormoni, anticoncezionali etc.), e assicurarsi della perfetta salute del cavo orale attraverso un attento esame clinico di denti, gengive e mucose. In presenza di problematiche dentali pregresse, occorre procedere con la risoluzione di queste ultime e soltanto in seguito valutare il trattamento sbiancante: la scelta del tipo di sbiancamento (domiciliare/ in studio) e l’esecuzione dello stesso sono affidate esclusivamente a odontoiatri e igienisti dentali qualificati. L’igiene orale professionale in studio e l’accurata igiene orale domiciliare rappresentano un requisito fondamentale per intraprendere il trattamento sbiancante per i denti, poiché la presenza di placca batterica potrebbe inficiare la buona riuscita del trattamento stesso. Inoltre, è bene sapere che la procedura di sbiancamento professionale dei denti, per legge, non è consentita a pazienti di età inferiore a 18 anni.

Tipi di sbiancamento dentale

Sbiancamento home -bleaching o domiciliare

Questa tecnica prevede l’uso di un gel di perossido di carbammide al 10, 15, 18, 20 o 25% (a seconda dei casi) sotto la supervisione di un medico dentista, applicato all’interno di mascherine individuali, costruite sui modelli in gesso delle due arcate del paziente. La prima applicazione va effettuata in studio dall’odontoiatra o dall’igienista dentale e, in assenza di reazioni avverse e avendo cura di informare il paziente sulla quantità e modalità di applicazione del gel nelle mascherine, il prodotto e le mascherine vengono consegnati al paziente per completare il trattamento comodamente a casa. Affinché la procedura sia efficace, la preparazione della mascherina è fondamentale; la tecnica prevede le seguenti fasi: rilevamento delle impronte delle arcate dentarie; sviluppo del modello in gesso in laboratorio; applicazione di una speciale resina sulla superficie esterna e visibile dei denti (uno strato uniforme di 5 mm circa a 0,5 mm dalla gengiva) per creare il serbatoio che accoglierà il gel sbiancante; indurimento della resina con una lampada apposita; realizzazione della mascherina in materiale plastico che, dopo il raffreddamento, verrà ritagliata e rifinita seguendo il contorno della gengiva. Qualora se ne presentasse la necessità, le mascherine potrebbero essere utilizzate dopo il trattamento sbiancante anche per l’applicazione del gel desensibilizzante. Le mascherine vanno indossate mentre si dorme per circa 10-15 giorni giorni e il numero di applicazioni è legato al grado di alterazione di colore del dente, alla risposta individuale e alla disponibilità del paziente: quanto più è evidente l’alterazione del colore, tanto più dovranno essere prolungati i giorni di posa, che potranno variare da un minimo di 8-10 giorni, estendendosi a 20 o ancora oltre, in presenza di un’alterazione del colore severa o per garantire la stabilizzazione del risultato.

Sbiancamento professionale dei denti

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Il trattamento si pone l’obiettivo di ottenere lo sbiancamento dei denti in una o più sedute, per soddisfare i pazienti che non desiderano avere incombenze domiciliari o che hanno fretta di rinnovare l’estetica del proprio sorriso. I prodotti utilizzati hanno una concentrazione elevata di perossido di idrogeno, che va dal 25, 35, 38% fino al 40% e nell’esecuzione dello sbiancamento alla poltrona è indispensabile proteggere i tessuti molli: viene utilizzata una miscela che, se usata impropriamente o senza le dovute precauzioni, può provocare dei danni a gengive e mucose, sebbene non gravi e reversibili.

Questa tecnica prevede: rilevamento del colore di partenza con una scala colori; foto dei denti Servono per visualizzare le gengive e i dettagli anatomici e cromatici dei denti non visibili... con e senza il campione della scala colori; posizionamento di apribocca per allontanare i tessuti molli; applicazione di una barriera protettiva (diga liquida) sulla gengiva e successivo indurimento della stessa per evitare il contatto del perossido con la gengiva; applicazione del gel sbiancante ad alta concentrazione con o senza l’ausilio di lampade o laser; rimozione del gel e risciacquo; applicazione del desensibilizzante per ridurre eventuale sensibilità dei denti al caldo e al freddo; ripetizione della seduta a distanza di circa una settimana e/o fino al risultato desiderato. È consigliabile combinare l’uso domiciliare mediante mascherine personalizzate.

Inoltre, nelle ore successive al trattamento è importante non assumere cibi e bevande colorate o acide: nel caso in cui non si riuscisse a rinunciare a caffè o a tè, è consigliabile procedere con un’assunzione moderata, avendo premura di lavarsi i denti subito dopo.

Sbiancamento dentale combinato (alla poltrona e domiciliare)

Per un risultato più duraturo è consigliabile eseguire la prima seduta in studio alla poltrona, al fine di verificare la risposta dei denti allo sbiancamento, e, in seguito, di proseguire con le necessarie applicazioni domiciliari. La durata del trattamento sarà condizionata dal grado di alterazione iniziale del colore. Spesso, infatti, questa tecnica viene utilizzata per i casi con discromie di intensità marcata, dove la sola tecnica alla poltrona oppure domiciliare potrebbe non risultare sufficiente.

Prima dello sbiancamento

Lo sbiancamento dentale è un trattamento da affrontare con serietà e che va evitato in gravidanza, durante l’allattamento o per i pazienti allergici ai perossidi. La valutazione di idoneità al trattamento sbiancante va preceduta da un’adeguata diagnosi odontoiatrica (Direttiva UE, DM del 5 novembre 2012): spetta a odontoiatra e igienista dentale eseguire il trattamento nel rispetto di parametri precisi, al fine di prevenire effetti collaterali e favorire il successo del trattamento.

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Lo stato di salute generale, eventuali terapie sistemiche e la salute del cavo orale sono fondamentali. L’igiene orale professionale in studio e l’igiene domiciliare rappresentano requisiti fondamentali per intraprendere il trattamento sbiancante; la presenza di placca potrebbe inficiare la riuscita. La legge vieta la sbiancazione a minori di 18 anni.

Agenti sbiancanti e concentrazioni

I principi attivi riconosciuti come agenti sbiancanti della direttiva europea sono perossido di carbamide e perossido di idrogeno (H2O2). Concentrazione bassa (fino al 6%) per sbiancamento domiciliare; alta (dal 25 al 40%) per sbiancamento professionale/alla poltrona. Il risultato finale è condizionato dalla risposta individuale e dalla gravità della discromia.

Sbiancamento denti fai da te: prodotti cosmetici “free use”

La direttiva UE 2011/84/UE, recepita in Italia con il DM del 5/11/2012, vieta al consumatore prodotti oltre il 6% di perossido; la concentrazione massima di perossido di idrogeno non deve superare lo 0,1%. In questo modo si evita il “free use” e si tutela la salute del paziente affidando la gestione agli odontoiatri qualificati.

Sbiancamento dentale: fa male?

Lo sbiancamento professionale è indolore; in rari casi può verificarsi ipersensibilità temporanea dovuta alla penetrazione del perossido, che regredisce entro circa 8 ore senza danni permanenti. Esistono rimedi fai da te, ma non sempre garantiscono protezione dello smalto: è essenziale consultare un dentista prima di utilizzare qualsiasi prodotto.

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Come sbiancare i denti fai da te? I metodi

I metodi alternativi non prevedono l’intervento di un dentista. Spesso richiedono prodotti acquistabili e rimedi naturali. Il metodo migliore resta lo sbiancamento professionale: eseguito in studio, con gel a base di perossido attivato da luce, oppure domiciliare con mascherine realizzate su misura.

Tra i prodotti fai da te comuni: strisce sbiancanti, dentifrici sbiancanti, penne sbiancanti. Prima dell’uso, è consigliabile consultare un dentista per evitare il rischio di compromettere la salute dei denti.

Strisce sbiancanti white strips: posizionate sui denti e lasciate agire; dentifrici sbiancanti contengono microgranuli abrasivi ma l’effetto è superficiale e può danneggiare lo smalto; penne sbiancanti possono contenere gel di perossido o pigmenti opacizzanti, con efficacia variabile e rischio di danno allo smalto.

Sbiancamento dentale con metodi naturali

Rimedi naturali quali bicarbonato di sodio, limone o aceto, salvia o radice di Salvadora Persica (Araak) sono comuni, ma spesso non portano a risultati duraturi e possono danneggiare lo smalto o aumentare l’ipersensibilità dentale. Un approccio professionale resta la scelta più sicura ed efficace.

Domande frequenti

  • Lo sbiancamento dentale rovina i denti? Se eseguito correttamente e con prodotti adeguati, no. La valutazione preliminare è fondamentale.
  • Quanto dura lo sbiancamento dentale? Da mesi a anni, dipende da abitudini e igiene; fumo, caffè, tè, vino rosso incidono sulla durata.
  • Lo sbiancamento dentale fa male? In genere no; può causare sensibilità temporanea che si risolve da sola.
  • Chi può fare lo sbiancamento dentale? Indicazioni per chi desidera migliorare colore naturale; controindicazioni includono carie, gengivite o forte sensibilità.
  • Meglio professionale o fai-da-te? Il professionale è più controllato e sicuro; fai-da-te può avere efficacia limitata e rischi per lo smalto.
  • Serve pulizia prima dello sbiancamento? Sì, per rimuovere placca e tartaro e valutare lo stato di denti e gengive.
  • Dopo lo sbiancamento cosa non fare? Limitare alimenti e bevande pigmentate o acide; mantenere igiene orale.
  • Ogni quanto si può fare lo sbiancamento? Dipende da caso; il dentista indica la frequenza dopo la valutazione.
Immagine infografica: differenze tra sbiancamento professionale, domiciliare e fai da te
Schema di funzionamento dei gel sbiancanti e dell’attivazione luminosa

Conclusioni operative

Lo sbiancamento dei denti è una procedura estetica utile, ma va affrontato con responsabilità e con supervisione professionale quando si desidera risultati duraturi e sicuri. I prodotti fai da te, seppur convenienti, comportano rischi di danno allo smalto e risultati non sempre prevedibili. La decisione migliore è affidarsi a professionisti qualificati per una valutazione accurata e un trattamento personalizzato.

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