
Ti è mai capitato di avere problemi alle gengive, come sanguinamento o mobilità dentale, e allo stesso tempo dolori alla mandibola o difficoltà ad aprire la bocca? Da tempo i dentisti e i ricercatori si chiedono se queste due condizioni siano collegate tra loro, se una possa causare l’altra o peggiorarla. Prendersi cura della propria bocca non significa solo avere un bel sorriso: vuol dire anche proteggere la salute delle tue gengive, dei tuoi denti e della tua articolazione mandibolare.
Le articolazioni temporo-mandibolari sono le giunzioni tra le ossa temporali del cranio e l’osso mascellare inferiore. In un soggetto sano i condili mandibolari si collocano al centro della cavità glenoide dell’osso temporale che li accoglie, in rapporto prevalente con la parete antero superiore. Fra le superfici articolari è interposto un disco detto menisco. Condilo e menisco dovrebbero muoversi in sinergia durante l’apertura della bocca. I disordini temporo mandibolari si possono riassumere in due categorie: disturbi muscolari (spasmi, contratture, trigger point, dolori muscolari spesso associati a bruxismo e serramento) e patologie articolari che possono essere intracapsulari quando interessano l’articolazione ed extracapsulari quando colpiscono i legamenti esterni dell’ATM.
La parodontologia si occupa dell’insieme dei tessuti molli (legamento parodontale e gengiva) e duri (cemento e osso alveolare) che circondano il dente e che assicurano la sua stabilità nell’arcata alveolare. Il controllo della forza muscolare a livello masticatorio è modulato dai recettori parodontali, conferendo al legamento parodontale un ulteriore ed importante significato nel complesso scenario della funzione orale. Un altro meccanismo fisiopatologico, riportato dalla letteratura, ritiene che anche la perdita di supporto osseo dento-alveolare, unitamente alla perdita di stabilità dentale, compromettano la forza masticatoria. Considerazioni queste che comprovano quanto l'infiammazione parodontale, ed i suoi effetti, siano in grado di influenzare il sistema di modulazione neuromuscolare della forza masticatoria.
Studi elettromiografici descrivono una attività elettrica ridotta ed una riduzione della simmetria masticatoria nei soggetti con parodontite cronica, suggerendo anche un difetto neuromuscolare legato a dolore e disfunzione occlusale. In particolare, l'analisi dell'attività elettromiografica dei muscoli masticatori nei pazienti con disturbi dell'occlusione funzionale dimostra che gli ostacoli occlusali portano a una riduzione dell'attività bioelettrica di tutti i muscoli masticatori, ad eccezione del muscolo pterigoideo laterale, come confermato dall'esame clinico palpatorio. I supercontatti occlusali portano a una riduzione dell'attività bioelettrica dei muscoli masticatori propriamente detti, a un aumento della quota di attività dei muscoli temporali rispetto a quelli masticatori propri, a un eccezionale aumento dell'attività bioelettrica dei muscoli pterigoidei laterali, e a un'asimmetria del grado di attività bioelettrica dei muscoli masticatori a destra e a sinistra.
Le ricerche condotte sulla prevalenza delle anomalie occlusali, disfunzione dell'ATM, dei muscoli masticatori e delle malattie parodontali mostrano un aumento dei casi di segni di disfunzione dell'ATM. Secondo le osservazioni citate, le anomalie occlusali, le disfunzioni dell'ATM, dei muscoli masticatori e le malattie parodontali sono frequentemente accompagnate da fenomeni dolorosi di diversa intensità e natura - nel 88% dei casi, e manifestazioni sonore durante l'apertura e (o) chiusura della bocca (scricchiolii, clic) - nel 100% dei casi. Inoltre, nei pazienti con disfunzioni dell'ATM si riscontrano frequentemente anomalie occlusali sotto forma di supercontatti nelle occlusioni centrali, anteriori e laterali - nel 99% dei casi.
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Le manifestazioni di disturbi occlusali nella regione frontale si presentano nel 34% dei casi come parodontite focale, che si manifesta con l'esposizione delle radici degli incisivi inferiori, il riassorbimento delle pareti interdentali, la formazione di tasche parodontali e la mobilità dei denti. Nella clinica della parodontite focale localizzata nella regione degli incisivi inferiori, nel 100% dei casi si riscontrano disturbi occlusali nella posizione dell'occlusione anteriore, mentre nella posizione dell'occlusione centrale si osservano nel 24% dei casi. Oltre ai marcati disturbi occlusali, la clinica della parodontite focale è accompagnata da affollamento dei denti in questa area, causato dalla mancanza di spazio per l'intero set di denti nell'arcata dentale.
Sono stati reclutati 157 pazienti (età: 19-85 anni; media: 50,5±18,7 anni) per analizzare la forza masticatoria in correlazione con la malattia parodontale. Per ciascun soggetto sono stati registrati età, indice PSR (Periodontal Screening Recording), profondità di sondaggio parodontale incisivi centrali superiori, forza masticatoria (espressa in Newton - N - mediante dinamometro), indice di placca e indice di sanguinamento al sondaggio. Inoltre, è stata raccolta una risposta soggettiva relativa alla capacità di addentare una mela, su una scala a 4 punti (da 1 = massima capacità percepita a 4 = impossibilità percepita).
| Gruppo PSR | N | Forza media (N) | Risposta soggettiva (media) |
|---|---|---|---|
| PSR 1 | 30 | 730,7 (DS=290,0) | 1,1 (DS=0,4) |
| PSR 2 | 38 | 574,6 (DS=293,0) | 1,5 (DS=0,5) |
| PSR 3 | 39 | 315,1 (DS=181,2) | 2,6 (DS=0,78) |
| PSR 4 | 50 | 292,9 (DS=195,9) | 3,1 (DS=0,93) |
L’analisi delle correlazioni di Pearson ha evidenziato relazioni negative e statisticamente significative tra forza masticatoria e parametri clinici: Età (r=-0,543), PSR (r=-0,573), indice di placca (r=-0,524), sanguinamento gengivale (r=-0,494), profondità di sondaggio (r=-0,485), percezione soggettiva della funzione masticatoria (r=-0,620), tutte con p<0,001. Si osserva un chiaro andamento decrescente della forza masticatoria all’aumentare del punteggio PSR, accompagnato da un incremento progressivo della difficoltà percepita nell’addentare.
È stata condotta un'analisi della relazione tra le anomalie occlusali e le disfunzioni dell'articolazione temporomandibolare, dei muscoli masticatori e delle malattie parodontali in pazienti con arcate dentali integre. Come criterio obiettivo nell'analisi della funzionalità della chiusura delle arcate dentali è stata utilizzata la misura dell'area dei contatti occlusali. Per analizzare lo stato funzionale dell'articolazione temporomandibolare e dei muscoli masticatori è stato applicato il metodo dell'elettromiografia.
È stato condotto uno studio controllato randomizzato su 140 pazienti con disturbi occlusali, disfunzioni dell'ATM, muscoli masticatori e malattie parodontali. I pazienti sono stati divisi casualmente in due gruppi. Nel primo gruppo è stata eseguita la correzione occlusale mediante abrasione selettiva e sono stati utilizzati trainer articolari rimovibili TMJ, mio-bretti. Nel secondo gruppo è stato effettuato un trattamento utilizzando mascherine rimovibili per le gengive con superficie occlusale aperta, realizzate con l'apparecchio termovaccumale Bio-Art, o l'apparecchio Schulte.
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I risultati dell'analisi dell'elettromiografia dei muscoli masticatori, dello stato occlusale e della mobilità dentale prima e dopo il trattamento nei periodi di 1, 2, 6 mesi, hanno mostrato che il trattamento senza correzione occlusale mediante abrasione selettiva e mascherine rimovibili con superficie occlusale aperta (apparecchio Schulte) non è stato efficace. I parametri di attività bioelettrica dei muscoli masticatori nei periodi di 1, 2, 6 mesi di trattamento non presentavano differenze statisticamente significative rispetto ai parametri ottenuti prima del trattamento. L'area media dei contatti occlusali in questo gruppo era di 124±76,5 mm2, senza differenze significative rispetto ai valori ottenuti prima del trattamento. Il grado di mobilità dentale nei pazienti con malattie parodontali non differiva significativamente dai valori ottenuti prima del trattamento.
Nei pazienti sottoposti a levigatura selettiva e che utilizzavano i trainer articolari TMJ, i miobresi, si osserva un aumento statisticamente significativo dell'area dei contatti occlusali (281±23 mm2), si è raggiunto un equilibrio temporale e di forza dei contatti occlusali, un miglioramento dei parametri di equilibrio dell'attività bioelettrica dei muscoli masticatori e una riduzione del grado di mobilità dei denti.
La terapia gnatologica consiste nel ristabilire i normali rapporti fra condilo mandibolare, disco articolare e fossa glenoide. Allo scopo servono manufatti prevalentemente di resina e metallo (bite) che riposizionano la mandibola producendo allo stesso tempo un rilassamento muscolare dei muscoli masticatori e di tutti gli altri muscoli interessati. Bite o placca di svincolo toglie le interferenze occlusali che possono condizionare il movimento mandibolare. Serve a deprogrammare la mandibola e viene fabbricato con una superficie liscia per non creare interferenze con l’arcata antagonista.
Una volta eliminate le contratture si procede alla terapia di stabilizzazione dei risultati, che può prevedere la correzione occlusale per apposizione, per sottrazione o per modifica tramite ausili che possono andare da un semplice molaggio selettivo per eliminare interferenze (a volte causate da restauri malposti), ad un ripristino delle corrette altezze tramite onlays, corone o delle edentulie tramite protesi, infine si possono modificare posizioni dentali tramite ortodonzia.
Alcuni studi indicano un aumento di attività funzionale masticatoria dopo terapia parodontale, anche dopo splintaggio, evidenziando un miglioramento della funzione neuromuscolare orale. Relativamente alla salute sistemica, il fatto che i pazienti con parodontite presentino una attività funzionale ridotta, determina una ipotetica riduzione dell’efficienza masticatoria che potrebbe correlarsi a modifiche negative nella dieta e ad un peggioramento della salute generale. Questi risultati sottolineano l’importanza del mantenimento della salute parodontale nella prevenzione del declino funzionale della masticazione, con potenziali ricadute sulla qualità di vita, in particolare nei soggetti adulti.
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Cefalea, dolori cervicali, dolori facciali vicino all’orecchio, blocchi della mandibola, disfagia, vertigini sono problemi causati dalle disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare in quanto la bocca partecipa ad importanti funzioni: masticazione, deglutizione, fonazione, stabilizzazione del capo e per contiguità anatomica alla percezione dei suoni. Gli acufeni che hanno origine da disfunzioni dell’articolazione temporo mandibolare sono in una percentuale di casi variabile tra il 25% e il 65%. Questa associazione è possibile per il comune sviluppo embriologico dell’orecchio medio con il sistema trigeminale della mandibola. I pazienti che presentano acufeni legati all’ATM, oltre a sintomi locali, possono riferire mal di testa, dolori facciali, dolori cervicali, senso di ovattamento, prurito e dolore auricolare, instabilità posturale e vertigini.
Esistono molteplici punti di vista che spiegano la patogenesi delle disfunzioni dell'ATM, dei muscoli masticatori, delle malattie parodontali e del ruolo delle alterazioni occlusali nel loro sviluppo. In momenti diversi, ricercatori come McNamara e Tsukiyama hanno riportato l'assenza di conferma affidabile dell'influenza reciproca tra le alterazioni occlusali e le disfunzioni dell'ATM, sostenendo le marcate capacità adattative del sistema stomatognatico umano. In contrapposizione, altri autori interpretano le anomalie occlusali come fattore eziologico principale capace di portare a disfunzioni compensate o scompensate del sistema stomatognatico. La stragrande maggioranza dei medici, tra cui specialisti di associazioni internazionali, ritiene comunque che l'occlusione giochi un ruolo importante nello sviluppo delle disfunzioni dell'ATM, dei muscoli masticatori e delle malattie parodontali.
È importante inoltre considerare i limiti metodologici presenti nella letteratura: molti studi sono osservazionali o trasversali, la qualità varia e il numero di studi randomizzati controllati è ridotto. Nei trial descritti, ad esempio, l'analisi statistica ha mostrato come la correzione occlusale mediante molaggio selettivo associata a dispositivi rimovibili migliori parametri oggettivi, mentre trattamenti senza correzione occlusale non hanno prodotto cambiamenti significativi.
Nei pazienti con disfunzioni dell'articolazione temporo-mandibolare, dei muscoli masticatori e malattie parodontali, il 90% (126 persone su 140 esaminate) ha mostrato disturbi occlusali in occlusioni centrali, anteriori e (o) laterali. L'analisi elettromiografica dei muscoli masticatori, l'analisi occlusale e la determinazione del grado di mobilità dei denti dimostrano che il trattamento senza eliminare i disturbi occlusali non porta a un miglioramento oggettivo dello stato funzionale. L'applicazione della tecnica di levigatura selettiva e l'uso di mascherine rimovibili che livellano i disturbi occlusali consente di ottenere un miglioramento dei parametri di attività elettromiografica, dei parametri dell'analisi occlusografica e una riduzione del grado di mobilità dei denti. L'uso della mascherina Schulte nel trattamento porta in 10% dei casi a un sollievo soggettivo, ma l'effetto terapeutico non sempre ha conferma oggettiva statisticamente significativa.
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