
I denti del giudizio sono dei molari e si chiamano così perché sono gli ultimi a spuntare; appaiono quando si è più “maturi”, tra i 17 e i 21 anni. L’età della loro comparsa può variare e, in alcuni casi, possono non spuntare mai. Sono molari, i più forti che abbiamo: 12 denti in tutto, 6 nella parte superiore e 6 in quella inferiore. Ogni dente è costituito da più strati: lo smalto (strato esterno e più mineralizzato), la dentina (più morbida, sotto lo smalto) e la polpa (dove si trovano i nervi e i vasi sanguigni). La radice è la parte non visibile che si inserisce nell’alveolo e fissa il dente all’osso.
L’eruzione dei denti del giudizio può essere accompagnata da complicanze, in particolare quando il dente è incluso o semi-incluso. In questi casi può comparire la pericoronarite, ovvero l’infiammazione del sacco pericoronarico che avvolge il dente ancora incluso o semi-incluso. La pericoronarite è anche nota come disodontiasi del terzo molare inferiore. Le cause principali delle infezioni legate al terzo molare sono la carie non trattata, la presenza di residui alimentari sotto il margine gengivale e la proliferazione batterica dovuta a scarsa igiene orale.
Se si nota febbre alta, difficoltà a deglutire o respirare, esteso gonfiore al collo o al volto, è necessario consultare prontamente un medico o un dentista: queste situazioni possono indicare diffusione dell’infezione e richiedere un intervento urgente.
Esistono diversi tipi di ascesso dentale che possono interessare il terzo molare:
La formazione di un ascesso è un processo infettivo che determina accumulo di pus (batteri morti, detriti cellulari, globuli bianchi e plasma). I sintomi più comuni comprendono dolore acuto, gonfiore, ipersensibilità a caldo/freddo, alitosi e possibile febbre. L’ascesso non guarisce da solo e necessita di una valutazione odontoiatrica per stabilire il trattamento più appropriato.
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La diagnosi si basa su anamnesi, esame clinico e radiografie per valutare il posizionamento della radice e la presenza di residui radicolari o cisti/granulomi. Nel caso di terzo molare già parzialmente o totalmente estratto, una radiografia è fondamentale per individuare radici residue rimaste nell’alveolo che possono continuare a causare ascessi ricorrenti.
La difficoltà dell’estrazione dipende dalla profondità della radice, dalla sua posizione rispetto all’osso e alle strutture anatomiche (ad esempio il nervo alveolare inferiore) e dallo stato infiammatorio locale. Spesso il dentista esegue una radiografia per pianificare l’intervento. Se la radice è superficiale o parzialmente esposta, la rimozione è relativamente semplice; in presenza di radici molto profonde o frammentate può rendersi necessaria una procedura chirurgica più estesa sotto anestesia locale o, in alcuni casi, con supporto chirurgico specialistico. L’anestesia può essere inefficace in presenza di infiammazione acuta: l’infiammazione può ridurre l’efficacia dell’anestetico, rendendo la procedura più dolorosa e complicata.
Se trattato correttamente, l’ascesso dentale legato al terzo molare ha una prognosi buona. Tuttavia, l’ignorare il problema aumenta il rischio di recidive e di complicanze più serie come la diffusione dell’infezione ai tessuti del collo, osteomielite, formazione di cisti o granulomi e, in rari casi, sepsi. Esistono casi in cui l’ascesso può portare a problemi gravi come l’angina di Ludwig o ascessi parafaringei; per questo motivo è fondamentale non ritardare la visita odontoiatrica in presenza di sintomi importanti.
È necessario consultare il dentista alla comparsa dei primi sintomi (dolore acuto, gonfiore, difficoltà a masticare o ad aprire la bocca, fuoriuscita di pus). La visita odontoiatrica permette di stabilire se è sufficiente una terapia antibiotica e/o il drenaggio o se è necessario intervenire con devitalizzazione o estrazione. È importante ricordare che l’antibiotico attenua i sintomi ma senza rimuovere la causa (dente malato o radice residua) l’ascesso può ripresentarsi.
| Diagnosi | Trattamento principale | Note |
|---|---|---|
| Ascesso periapicale | Devitalizzazione o estrazione, antibiotico se diffuso | Se polpa necrotica: trattamento canalare per salvare il dente |
| Ascesso parodontale | Pulizia profonda (scaling/root planing), antibiotico, eventuale chirurgia | Legato a parodontite; rischio di perdita dentale se non trattato |
| Pericoronarite (terzo molare incluso) | Drenaggio, antibiotico, estrazione del terzo molare se ricorrente | Comune nei terzi molari semi-inclusi; prevenire con rimozione se indicata |
| Radice residua con ascesso ricorrente | Rimozione chirurgica della radice, pulizia alveolare | Pianificazione radiografica indispensabile; possibile chirurgia |
Un approccio tempestivo e mirato da parte del dentista è fondamentale per risolvere definitivamente il problema del terzo molare infetto o della radice residua che provoca ascessi ricorrenti. L’antibiotico può essere utile come trattamento di supporto, ma senza rimuovere la causa il problema tenderà a ripresentarsi.
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