
In questo articolo assieme al Dott. Se hai le gengive ritirare e stai cercando un dentista per risolvere il problema puoi rivolgerti agli studi Dentistici Dental Factor. Per prenotare una visita con il Dott. La recessione gengivale è un’alterazione del cavo orale in cui le gengive si ritirano gradualmente verso il margine radicolare del dente.
Questo movimento può essere lento nel tempo oppure manifestarsi in modo improvviso. Quando la ritirata colpisce il tessuto gengivale la radice dentale, nei casi più gravi, rischia di rimanere esposta. Nel caso in cui la recessione gengivale sia di piccole dimensioni, è possibile gestirla con un’attenta igiene orale domestica e professionale.
Hai le gengive molto ritirate e hai bisogno di un innesto gengivale? Sotto la guida del Dott. Il Dott. Se hai bisogno di cure per la recessione gengivale, il team del Dott. Orlando è disponibile per fornire consulenza e trattamenti mirati. Dott. Chirurgo implantologo e odontoiatra che vanta una grande esperienza anche nell’innesto di impianti con poco osso. Iscritto all'ordine dei medici di Firenze con iscrizione albo di n.
Guardandoti allo specchio hai notato un abbassamento delle gengive, ma non gli hai dato importanza finché non hai sentito dolore bevendo dell’acqua fredda o spazzolando i denti? In questo caso potresti soffrire di recessione gengivale, una condizione patologica piuttosto diffusa fra gli adulti di età superiore ai 40 anni. Secondo la Società Italiana di Parodontologia, in Italia circa il 39% dei giovani adulti ha in bocca uno o più denti con radici “scoperte”. Significa che la radice del dente, privata di parte della protezione naturale costituita dalla gengiva, rischia di indebolirsi, cariarsi e cadere.
La recessione gengivale può essere una condizione dovuta all’invecchiamento, oppure conseguenza di alcune cattive abitudini che ne inducono l’insorgenza precoce; può colpire tutti i denti, ma in modo particolare i canini e i premolari. Scopriamo insieme i diversi aspetti del problema e cosa possiamo fare per prevenire o curare le gengive ritirate.
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La recessione gengivale è un’alterazione del cavo orale in cui le gengive si ritirano gradualmente verso il margine radicolare del dente. Il graduale arretramento della gengiva verso la radice compromette l’estetica del sorriso, perché lascia esposto il colletto dentario e fa apparire i denti più allungati. A questo si uniscono disturbi come l’ipersensibilità dentinale e l’infiammazione locale; negli stadi avanzati la recessione gengivale può essere causa e conseguenza di parodontite.
Questa condizione rischia di essere sottovalutata perché appare come un semplice disturbo estetico, ma se non viene diagnosticata e corretta può indebolire i denti, causare il loro spostamento e infine la perdita.
Sai spazzolare i denti in modo corretto? Sembra una domanda banale, ma l’igiene orale eseguita nel modo sbagliato è la causa principale di recessione gengivale. Spazzolare i denti con troppa energia, con uno spazzolino a setole dure, è una pessima abitudine, così come la tendenza a orientarlo orizzontalmente o dal dente verso la gengiva.
Altre cause scatenanti possono essere: bruxismo, denti storti e malocclusioni, disturbi alimentari come la bulimia, infiammazione cronica delle gengive (gengivite) parodontite, piercing su labbro o lingua, grave carenza di vitamina C, l’abitudine di masticare tabacco, cambiamenti ormonali e la familiarità.
I sintomi più comuni: ipersensibilità e dente “allungato”. La recessione gengivale non compare da un giorno all’altro, ma è il risultato di una lunga e ripetuta serie di cattive abitudini e disturbi cronici che, alla lunga, cominciano a provocare una serie di fastidi. Primo fra tutti l’ipersensibilità dentinale, che si manifesta a contatto con alimenti e/o bevande troppo calde o fredde, oppure in seguito a stimoli meccanici come il contatto del dente con lo spazzolino.
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Ed è soprattutto il dolore indotto dallo spazzolamento che dà inizio a un vero e proprio “circolo vizioso”: l’ipersensibilità induce a non lavarsi i denti in modo accurato, di conseguenza la placca si accumula e il rischio di sviluppare carie aumenta. Un secondo aspetto da non trascurare è la compromissione estetica del sorriso. In presenza di gengive ritirate, soprattutto quando il disturbo è in una fase avanzata, i denti appaiono più lunghi, gli spazi interdentali sembrano più grandi e le radici dentali sono visibili. Inoltre, il contrasto cromatico fra lo smalto bianco dei denti e il colore giallastro della parte esposta peggiora la situazione.
L’accurata igiene orale quotidiana, eseguita con uno spazzolino a setole morbide e filo interdentale o scovolino, è la migliore difesa per prevenire le gengive ritirate. Spazzola i denti con dolcezza e ricorda che il corretto movimento avviene “dal rosa al bianco”, spingendo la gengiva verso il basso. È inoltre importante passare con regolarità il filo interdentale, perché l’accumulo di batteri negli spazi interdentali danneggia lo smalto e assottiglia la gengiva. Anche usare un dentifricio arricchito con fluoro può essere d’aiuto, mentre è consigliabile non eccedere con prodotti aggressivi ad azione sbiancante che possono aumentare la sensibilità dentinale.
Appuntamenti semestrali di igiene orale professionale aiutano a tenere i denti e le gengive in salute. Questo perché l’igienista rimuove gli accumuli di placca e tartaro depositati in profondità, proteggendo la bocca dal rischio di carie, piorrea e gengivite.
La buona notizia è che esistono diverse soluzioni per correggere le gengive ritirate, anche nei casi più gravi, e questo tendenzialmente significa intervenire sui colletti dentali. Le strade possibili sono tre: un intervento chirurgico per ripristinare l’aderenza gengivale e riportare la gengiva alla sua altezza originale. In pratica, con un innesto di tessuto connettivale (autotrapianto di gengiva) si va a coprire la radice esposta; l’otturazione del colletto dentale scoperto per eliminare lo scalino mediante l’applicazione di faccette dentali, un intervento rapido e niente affatto doloroso; in casi in cui il dente sia ormai così compromesso da non poter essere salvato, si può eseguire un impianto dentale, una valida soluzione per ripristinare estetica e funzionalità masticatoria.
Dopo un’accurata analisi diagnostica, sarà l’odontoiatra a valutare la soluzione adatta al singolo caso.
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Il ritiro delle gengive, noto anche come recessione gengivale, si verifica quando il tessuto gengivale si assottiglia e si allontana dalla superficie del dente, esponendo parte della radice. Ma esiste un legame tra apparecchio ortodontico e questo fenomeno? La risposta è: sì, in alcuni casi. Un apparecchio dentale, soprattutto se fisso, esercita forze sui denti per spostarli nella posizione desiderata. Se il movimento viene gestito senza la dovuta attenzione, può verificarsi una pressione eccessiva sulle gengive e sull’osso, causando un lento ma progressivo ritiro del margine gengivale.
Inoltre, durante il trattamento ortodontico può risultare più complicato mantenere una corretta igiene orale, favorendo l’accumulo di placca e infiammazioni che, a lungo termine, contribuiscono alla recessione gengivale.
Quando le gengive si ritirano scoprono la parte del dente chiamata cemento radicolare, che non è protetta dallo smalto. Questa zona è molto più sensibile agli stimoli esterni, come cibi freddi, caldi, acidi o dolci. Inoltre, la recessione può portare anche a problemi estetici (denti più lunghi, spazi neri tra i denti), carie radicolari e aumento del rischio di mobilità dentale, soprattutto se associata a una malattia parodontale.
La cura della recessione gengivale dipende dalla gravita del caso. Se la recessione è lieve e stabile, si può intervenire con un approccio conservativo: Migliorare l’igiene orale quotidiana, Utilizzo di spazzolini morbidi e tecniche di spazzolamento non traumatiche, Detartrasi professionali regolari, Trattamenti desensibilizzanti per i colletti esposti. Quando invece la recessione è avanzata, progressiva o accompagnata da sintomi, si valuta l’intervento chirurgico rigenerativo.
Innesto gengivale: cos’è, quando serve e come funziona. L’innesto gengivale è una procedura chirurgica finalizzata a ripristinare il tessuto gengivale mancante. Viene eseguito in anestesia locale da un parodontologo e consiste nel prelevare tessuto da un’altra zona della bocca (solitamente il palato) per posizionarlo nella zona colpita dalla recessione. Esistono diverse tecniche di innesto: Innesto libero di gengiva, innesto connettivale, tecniche con biomateriali. Dopo l’intervento, il tessuto si integra con quello esistente, migliorando la protezione del dente e l’aspetto estetico del sorriso.
È possibile rigenerare le gengive? Tecniche e limiti della ricrescita. Le gengive ritirate non si rigenerano spontaneamente. Tuttavia, alcuni interventi chirurgici possono stimolare una parziale rigenerazione del tessuto gengivale. Le tecniche più evolute prevedono l’uso di fattori di crescita, membrane riassorbibili, innesti connettivali o materiali biocompatibili.
Rimedi naturali per le gengive ritirate. Esistono molti rimedi naturali che promettono di curare il ritiro gengivale, ma vanno considerati con cautela. L’uso di oli essenziali, risciacqui con salvia o camomilla, o applicazioni di olio di cocco, può dare sollievo a gengive infiammate ma non può rigenerare il tessuto perso. I rimedi naturali possono essere utili come complemento a una buona igiene orale, ma non devono sostituire un trattamento odontoiatrico professionale, soprattutto in caso di recessione evidente.
Cosa fare quotidianamente per prevenire la recessione gengivale. La prevenzione del ritiro gengivale inizia con gesti semplici e costanti: Utilizzare uno spazzolino a setole morbide; Spazzolare con movimenti delicati, senza esercitare troppa forza; Pulire bene lo spazio interdentale con filo o scovolini; Sottoporsi a controlli e pulizie professionali regolari; Evitare dentifrici troppo abrasivi. Un ruolo importante è svolto anche dalla posizione dei denti: disallineamenti o morsi errati aumentano il rischio di recessione e dovrebbero essere corretti con un trattamento ortodontico adeguato.
Fumo, stress e alimentazione: stili di vita che influenzano la salute gengivale. Lo stile di vita influisce in modo significativo sulla salute della bocca. Il fumo riduce l’ossigenazione dei tessuti gengivali, favorisce l’accumulo di placca e rallenta la guarigione. Lo stress cronico indebolisce il sistema immunitario e può aumentare l’infiammazione gengivale. Un’alimentazione povera di vitamina C, omega 3 e antiossidanti compromette la rigenerazione cellulare. Includere frutta, verdura, cereali integrali e acqua abbondante è fondamentale per mantenere gengive sane.
Le principali tecniche chirurgiche per la copertura radicolare: Innesto di tessuto connettivo libero (CTG), Tecnica del lembo avanzato coronalmente (CAF), Tecnica del tunnel (Tunneling Technique). Decorso post‑operatorio. Una soluzione efficace per la tua salute orale.
La chirurgia mucogengivale rappresenta oggi una soluzione efficace e completa per il trattamento della recessione gengivale avanzata. Quando i rimedi conservativi non bastano e la radice del dente resta esposta, il rischio di sensibilità, carie e perdita di supporto aumenta: è in questi casi che l’intervento chirurgico può fare la differenza. Le tecniche chirurgiche per il trattamento della recessione gengivale e per la conseguente ricopertura delle radici esposte prevedono uno spostamento della gengiva verso la posizione originaria.
Negli ultimi anni sono stati proposti dei biomateriali per sostituire il prelievo di tessuto dal palato, in modo da evitare un secondo sito chirurgico e ridurre l’invasività dell’intervento per il paziente. Per quanto riguarda la recessione gengivale causata da parodontite, il piano di trattamento è più complesso. La recessione gengivale rappresenta una condizione molto comune ma risolvibile nella maggior parte dei casi.
Articolo aggiornato il 17 novembre 2025
La recessione gengivale è una condizione in cui il margine della gengiva si ritira, esponendo la radice del dente. Questo problema, noto anche come gengive ritirate o gengive retratte, può iniziare in età giovanile e manifestarsi in modo più evidente dopo i 40 anni. Oltre a compromettere l’estetica del sorriso, causando l’impressione di avere denti più lunghi e dal colore non uniforme, la recessione gengivale può portare a sensibilità dentale e aumentare il rischio di altre patologie.
Una delle cause più comuni è uno spazzolamento scorretto e troppo energico, spesso eseguito con spazzolini a setole dure. La nostra esperienza clinica presso Clinica Villa, sotto la supervisione del Dott. Gabriele Villa, consente di affrontare queste condizioni con le tecniche più avanzate e una particolare attenzione alle esigenze individuali dei pazienti. In questo articolo, esploreremo in dettaglio le cause, i sintomi e i rimedi per le gengive ritirate, fornendo una guida completa per affrontare e risolvere il problema.
Le gengive ritirate possono ricrescere da sole? No, il tessuto gengivale perso non può ricrescere spontaneamente. L’unico modo per ripristinare la copertura della radice esposta è tramite un intervento chirurgico parodontale.
Quali sono le principali tecniche chirurgiche per la copertura radicolare? Le principali tecniche includono CTG, CAF e Tunnel; la scelta dipende dal caso e dall’estensione della recessione.
Quanto costa rifare le gengive? Il costo per un intervento di ricostruzione gengivale dipende dalla complessità del caso, dal numero di denti coinvolti e dalla tecnica utilizzata. Una visita specialistica è necessaria per ottenere un preventivo dettagliato.
Per chi risiede a Biella e provincia e desidera affrontare il problema delle gengive ritirate, la Clinica Villa mette a disposizione soluzioni mirate per la salute e l’estetica del sorriso. Grazie all’impiego di protocolli mini-invasivi e tecnologie all’avanguardia, interveniamo con precisione per correggere le recessioni gengivali, riducendo al minimo il fastidio post‑operatorio.
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