
Il pesce palla argenteo è arrivato in Alto Adriatico. È arrivato anche nell’Alto Adriatico il “Lagocephalus sceleratus”, più comunemente conosciuto come pesce palla argenteo. Si tratta del Lagocephalus sceleratus, noto come pesce palla argenteo, pescato nella baia di Medulin, a largo della Croazia.
Il pesce palla argenteo è facilmente riconoscibile per l'aspetto squadrato tipico dei pesci palla "sgonfi" e il suo colore argentato. Ha corpo oblungo, fusiforme e lievemente compresso lateralmente, che è rigonfiabile per ingestione di acqua o di aria. Ha un aspetto che lo rende unico, ma non tutti però sanno della sua pericolosità.
La testa è grossa, la bocca piccola, terminale, con 4 denti caratteristici (2 di sopra e 2 di sotto, con una linea di sutura mediana). La testa è grande, con occhi rotondi e aperture nasali piccole. La bocca è piccola e i denti sono fusi in due piastre (inferiore e superiore) con una sutura mediana.
La forma, rispetto ai pesci palla con cui siamo più familiari, è allungata, a siluro. Misura fino a 40 cm. Corpo di forma allungata, può raggiungere 85 cm (in media da 20 a 60 cm). Il colore del corpo è grigio scuro dorsalmente, argenteo sui fianchi a partire dal muso e fino alla pinna caudale. Ventralmente è bianco.
Il colore è grigio argenteo sul dorso, coperto di macchie nere. Colore bianco sul ventre ed argenteo con punti neri disposti in modo regolare sul dorso. Una larga e vistosa banda argentea decorre sui fianchi. Corpo ricoperto di spine corte, le quali sono disposte in serie longitudinali nella regione ventrale. Le spine sono presenti anche nella regione dorsale fino alla base della pinna dorsale.
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Ha una sola pinna dorsale molto spostata indietro e con 13 raggi molli. La pinna dorsale è disposta posteriormente ed opposta alla pinna anale. La dorsale è provvista di 11-19 raggi, la pinna anale di 9-12 raggi. La pinna caudale è lunata. La caudale ha il margine posteriore molto incavato e il lobo superiore più lungo di quello inferiore. Le pinne pettorali sono grandi e provviste di 16-18 raggi. Le due linee laterali sono marcate. La linea laterale è nettamente visibile. Pelle liscia. Una sola linea laterale.
Possiede solo due denti molto affilati e dal morso potente. Ha potenti mascelle a becco che possono frantumare crostacei e molluschi come anche danneggiare reti da pesca e attrezzature. La sua dieta è a base di molluschi, crostacei e coralli che sbriciola con i suoi potenti denti. La bocca dotata di denti robusti, capaci di esercitare una forza impressionante.
La sua bocca è dotata di denti robusti, capaci di esercitare una forza impressionante. Può inghiottire acqua quando spaventato e la sua capacità di inghiottire acqua quando spaventato può portarlo a reimmergersi e finisce per spiaggiare.
Il pesce dalla forma particolare rappresenta però un grave rischio per l’uomo perché è velenoso. Per questo motivo l’Istituto oceanografico di Spalato ha lanciato l’allarme: il pesce palla argenteo non va assolutamente mangiato. In Istria infatti è già stato catturato da numerosi pescatori e quindi è importante informare tutti sulla pericolosità del pesce se viene mangiato.
Il pericolo rappresentato da questo pesce non riguarda solo il veleno. Un suo morso inoltre può causare amputazioni e gli esperti definiscono aggressivo il suo comportamento. È anche una specie piuttosto territoriale, pronta a difendere i suoi spazi dagli invasori. Come ha spiegato il biologo marino Fabio Russo, in altre zone del Mediterraneo sono stati già segnalati anche episodi di morsi ai bagnanti, con conseguenze mediche rilevanti.
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Ma c'è un altro aspetto di cui parlare, forse meno noto, ma altrettanto importante: il pesce palla argenteo ha un morso estremamente potente. Gli incidenti e i morsi rimangono quindi episodi molto isolati ed estremamente rari, ma che aiutano a comprendere meglio la biologia e il potenziale impatto anche medico di questa nuova presenza nei nostri mari.
La sua carne infatti contiene una sostanza mortale, la tetradotossina, che porta alla paralisi del sistema respiratorio e problemi al sistema cardiocircolatorio e quindi può essere letale. A prima vista il suo aspetto trae in inganno, perché il pesce palla argenteo è un pesce che nel fegato, organi riproduttivi, pelle e intestino ha un veleno cento volte più potente del cianuro. Il suo veleno, la tetrodotossina è letale anche dopo la cottura e per questo non è commercializzabile: mangiarlo per errore può infatti portare alla paralisi respiratoria e alla morte.
La tetrodotossina è una sostanza neurotossica che può causare paralisi respiratoria, alterazioni del sistema cardiocircolatorio e, nei casi più gravi, può essere anche letale. In altri paesi, come in Egitto, son ostati segnalati casi di intossicazioni mortali dovuti proprio al consumo di questo pesce. Tutti i pesci palla accumulano nei loro organi molli, in particolare nel fegato e nelle gonadi, un veleno potentissimo, la tetrodotossina. La tossicità delle carni è associata allo stadio di maturazione dell’individuo ed è pertanto maggiore nel periodo compreso tra Aprile e Giugno.
La tossina resiste anche alla cottura, per cui non c'è alcun modo sicuro per cucinarlo o consumarlo. Questo veleno si denatura se sottoposto a temperature elevate per tempi lunghi. Nel dubbio, comunque, meglio non mangiarlo per niente! Per inciso altre specie di pesce palla sono presenti in Mediterraneo, e in particolare: Lagocephalus spadiceus, Lagocephalus suezensis, Torquigener flavimaculosus, Tylerius spinosissimus, Arothron hispidus (tutte specie arrivate via Suez e avvistate nel Mediterraneo orientale), Sphoeroides marmoratus e Sphoeroides pachygaster, Ephippion guttiferum (specie Atlantiche, almeno le prime due già segnalate in acque italiane).
Si tratta di un pesce palla che vive nel mar Rosso e nell’Indo-Pacifico. È originario degli Oceani Indiano e Pacifico, ed è avvistato per la prima volta in Mar Mediterraneo nel 2003 lungo le coste turche. In Mediterraneo si è diffuso velocemente, ormai è considerato comune nelle acque del Nordafrica, di Israele, Turchia e Rodi. In acque italiane è stato segnalato a Lampedusa, a Capo Peloro (Messina), a Palinuro e a Monopoli. In Istria è già stato avvistato da numerosi pescatori secondo l'IZS di Teramo, perciò è meglio non sottovalutare la sua presenza, ma senza panico.
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Specie lessepsiana giunta in Mediterraneo migrando attraverso il canale di Suez. A partire dal 2003, anno di ritrovamento presso le coste turche, la sua distribuzione si è estesa a tutto il bacino di Levante interessando Israele, Libano, Grecia, Cipro. Negli anni seguenti la sua presenza è stata segnalata lungo le coste Egiziane, Libiche e Tunisine (2010) fino a quando un singolo individuo viene catturato presso l’Isola di Lampedusa (Ottobre 2013). È considerata una specie in rapida espansione, la quale è favorita da alcune caratteristiche biologiche quali una crescita veloce ed una facilità nell’adattamento a diverse condizioni ambientali.
La popolazione crescerà ulteriormente spostandosi su molte coste occidentali, comprese quelle italiane, dove infatti già inizia ad essere presente. Inoltre, l’espansione potrebbe interessare anche il Mar Nero a causa della preferenza del pesce palla argenteo per acque calde e non troppo profonde. Una particolarità di questo esperimento è che non si tratta solo di un’analisi ecologica, ma anche di un risultato interessante in termini di Open Science, perché ogni passaggio del nostro esperimento è riproducibile e ripetibile grazie all’uso di una infrastruttura digitale.
Le specie invasive provenienti dal canale di Suez (dette “lessepsiane”) hanno spesso un forte impatto sulla pesca, sugli ecosistemi marini e sulla salute delle persone che popolano il bacino del Mediterraneo. Gli effetti negativi interessano il settore della pesca a causa della predazione del pesce palla su specie utilizzate dall’uomo a fini alimentari come pesci, seppie e polpi. Gli impatti negativi sul settore ittico scaturiscono dai comportamenti predatori della specie che la pongono in competizione con specie native carnivore.
Si stima che l'invasione del Mediterraneo da parte del pesce palla argenteo sarà una vera e propria piaga economica e sanitaria nel prossimo futuro, soprattutto perché favorita dai cambiamenti climatici. Già si contano danni fino a 5 milioni di euro e diversi casi gravi di avvelenamento.
| Caratteristica | Dettagli |
|---|---|
| Habitat originario | Oceani Indiano e Pacifico, mar Rosso |
| Diffusione in Mediterraneo | Dal 2003 in avanti; Levante, coste africane, Italia (Lampedusa, Alto Adriatico, etc.) |
| Dimensioni | 20-85 cm (comune 20-60 cm) |
| Alimentazione | Molluschi, crostacei, pesci, seppie, polpi |
| Tossina | Tetrodotossina (resistente alla cottura; 100× tossicità del cianuro) |
| Rischi per l'uomo | Avvelenamento mortale se ingerito; morsi rari ma possono causare amputazioni |
In caso di avvistamento le autorità invitano alla massima attenzione quindi a non toccarlo e soprattutto non cucinarlo. Per questo motivo l’Istituto oceanografico di Spalato ha lanciato l’allarme: il pesce palla argenteo non va assolutamente mangiato. Nel dubbio, comunque, meglio non mangiarlo per niente! Non demonizziamolo, è velenoso come i suoi cugini tropicali, è la sua difesa… semplicemente stiamo attenti a cosa mangiamo.
È importante sottolineare che la tossina resiste anche alla cottura, per cui non c'è alcun modo sicuro per cucinarlo o consumarlo. In Giappone ci preparano il fugu, una delicatezza da brivido. Una “roulette russa alimentare” che va preparata da chef che hanno studiato 1 anno solo per servire questo piatto. Il segreto è lasciare quel tanto di veleno sufficiente a dare un po’ di euforia, ma niente più. Nel Mediterraneo tuttavia non è commercializzabile: mangiarlo per errore può infatti portare alla paralisi respiratoria e alla morte.
Conoscere il pesce palla argenteo significa sapere dove si trova, non cedere troppo alla curiosità (soprattutto in cucina) e ricordare che il rischio non è solo quello legato al suo pericoloso veleno, ma anche al suo comportamento territoriale e difensivo. Per cui niente allarmismi, ma meglio non avvicinarsi troppo o infastidirlo. Con la giusta consapevolezza, la convivenza è possibile e il rischio ridotto, anche con un pesce così esotico e particolare.
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