Procedimento amministrativo ablatorio: definizione, caratteristiche e fasi

I provvedimenti ablatori sono provvedimenti autoritativi dell’amministrazione pubblica, che trovano la loto fonte nella Costituzione, agli artt. 23 e 42. Sono atti che incidono negativamente sulla sfera giuridica del destinatario.

Tipi di effetti e categorie di provvedimenti ablatori

Gli effetti dei provvedimenti ablatori sono di due specie: PRIVATIVI, ovvero, sottraggono una facoltà o un diritto ad un altro soggetto; APPROPRIATIVI, al patrimonio della P.A.

Incidono sui diritti reali. I diritti reali vengono estinti, o ne vengono istituiti di nuovi su cose altrui. Tra questi provvedimenti troviamo:

  • l’espropriazione, tale provvedimento è preso direttamente dalla pubblica amministrazione ed è dovuto un indennizzo;
  • l’occupazione acquisitiva (temporanea o d’urgenza), con la quale la P.A. acquista la proprietà di un fondo, ma è tenuta al pagamento del risarcimento dei danni, invece che un indennizzo;
  • le requisizioni, in situazioni di emergenza, la P.A. può requisire l’uso o la proprietà di beni immobili;
  • le prelazioni su beni culturali, se due privati stipulano un contratto di compravendita su un bene di interesse storico o artistico, tale acquisto va notificato alla P.A, che se vorrà potrà esercitare il suo di ritto di prelazione, acquistando il bene al prezzo pattuito;
  • le limitazioni espropriative, che limitano il diritto di proprietà di un privato a tutela di un interesse generale, non acquistandone però la proprietà ma ne limita soltanto l’esercizio, ricevendone in cambio un indennizzo.

Provvedimenti ablatori privativi e obbligatori

Privati. Privano di poteri o facoltà i privati. Essendo, appunto, privativi di poteri e diritti della persona, sono soggetti al principio di legalità. Ne fanno parte:

  • gli ordini amministrativi, sia di contenuto positivo, come i comandi (ad es. lo sgombero di un edificio), sia a contenuto negativo, ovvero i divieti (ad es. divieti imposti alla circolazione stradale).
  • Possono essere emanati per iscritto o dati in via orale.
  • Sono caratterizzati dalla esecutorietà e ricettizietà.
  • Possono contenere obblighi di fare, e si sostanziarsi in: divieti, comandi, ordini prescrittivi, ordini di polizia e ordini dalle autorità sanitarie.

Obbligano il destinatario a una data prestazione. Fanno sorgere situazioni obbligatorie in capo ai soggetti privati. L’emanazione dei provvedimenti ablatori obbligatori è intesa a disciplinare rapporti obbligatori tra cittadino e pubblica amministrazione. Ne costituiscono esempi: obbligo di pagare i tributi, obbligo di procedere alle assunzioni delle categorie protette.

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I provvedimenti ablatori obbligatori: non hanno ad oggetto solo la proprietà o diritti reali e prevedono talvolta l’imposizione di indennizzo. Devono essere espressamente previsti dalla legge e costituiscono un rapporto obbligatorio tra cittadino e pubblica amministrazione.

Provvedimenti ablatori reali e personali

Provvedimenti ablatori reali. Consistono nella sottrazione di diritti reali dei privati e in particolare del diritto di proprietà con contestuale acquisizione di tali diritti alla pubblica amministrazione. Esempi: espropriazioni e occupazioni. Producono un effetto privativo al quale si accompagna quello acquisitivo in favore della pubblica amministrazione.

Provvedimenti ablatori personali. Sono ordini che producono l'effetto privativo di facoltà o poteri dei privati, tradizionalmente identificati negli ordini amministrativi. Devono essere previsti in modo espresso o implicito dalla legge, possono essere assunti in forma scritta o orale e sono caratterizzati dall’esecutorietà e dalla recettizietà.

Norme chiave e principi del procedimento

I requisiti di efficacia dell’atto amministrativo si distinguono in requisiti di esecutività e requisiti d’obbligatorietà. I requisiti di esecutività operano ex tunc e includono controlli, verificarsi della condizione sospensiva e del termine, accettazione dell’interessato. I requisiti d’obbligatorietà operano ex nunc e includono notificazioni, trasmissione e pubblicazione del provvedimento.

Il procedimento amministrativo è lo strumento utilizzato dalla pubblica amministrazione al fine di perseguire l’azione amministrativa. Il provvedimento amministrativo è l’atto adottato dalla pubblica amministrazione che conclude il procedimento. Il procedimento si articola in quattro fasi principali: iniziativa, istruttoria, decisoria, integrazione dell’efficacia in alcuni procedimenti.

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Nella fase istruttoria vengono valutati fatti e interessi pubblici o privati coinvolti; se vi sono più amministrazioni interessate, può essere convocata una conferenza di servizi per acquisire pareri obbligatori entro termini prestabiliti. Se vi sono pareri negativi, il responsabile del procedimento deve trasmettere il preavviso di rigetto ai destinatari e attendere eventuali controdeduzioni nel rispetto del giusto procedimento.

La fase decisoria prevede l’adozione e l’emanazione del provvedimento espresso. Se il contenuto è discrezionale, è necessario indicare motivi dettagliati. La fase integrativa dell’efficacia è presente in alcuni procedimenti dove l’adozione dell’atto non è sufficiente da sola a garantire l’efficacia: possono essere necessari atti successivi di comunicazione o pubblicazione per rendere effettivi gli effetti giuridici.

Espropriazione per pubblica utilità

L’espropriazione per pubblica utilità è l’atto ablativo più importante. Può essere definito come l’istituto del diritto pubblico per il quale un soggetto, previo versamento dell’indennizzo, può essere privato in tutto o in parte di uno dei suoi beni immobili di proprietà per una causa di pubblico interesse. L’espropriazione crea un rapporto di diritto pubblico fra espropriante, espropriato e autorità procedente.

La normativa in materia è il Decreto del Presidente della Repubblica n.327 del 2001. L’oggetto può essere un diritto di proprietà o un altro diritto reale. Il presupposto di legittimità è l’indennizzo, non coincidente con il prezzo di mercato. La competenza spetta all’autorità amministrativa competente per la realizzazione dell’opera di pubblica utilità, secondo il principio di simmetria. Il DPR 327/2001 prevede una procedura articolata in fasi:

  1. Vincolo di esproprio: dura cinque anni; entro questo periodo può essere emanata la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera. Se non dichiarata entro cinque anni, il vincolo decade, potendo essere reiterato con motivazione.
  2. Dichiarazione di pubblica utilità dell’opera: può essere emessa finché decade il vincolo d’esproprio; deve prevedere un termine entro cui il decreto di esproprio va eseguito. Se manca, si presume cinque anni.
  3. Determinazione dell’indennità di esproprio: subprocedimento per determinare l’indennità.
  4. Decreto di esproprio: determina il passaggio di proprietà dall’espropriato e si attua con l’immissione nel possesso entro due anni dall’emanazione.
Infografica: ciclo dell'espropriazione per pubblica utilità

La procedura è finalizzata a garantire la legittimità dell’esproprio, bilanciando gli interessi pubblici e privati, con indennizzo come presupposto di legittimità e con modelli procedurali uniformi secondo la normativa vigente.

Video explicativo sull’espropriazione per pubblica utilità e le sue fasi

Caratteri distintivi delle decisioni amministrative

Gli atti amministrativi possiedono vari caratteri: tipicità, nominatività, obbligatorietà, esecutività, imperatività e inoppugnabilità. La tipicità impone che gli atti siano previsti dalla legge con funzione ed effetti determinati. La nominatività assegna a ciascun interesse pubblico un tipo di atto definito dalla legge. L’esecutività consente all’amministrazione di imporre coattivamente l’adempimento degli obblighi nei confronti dei destinatari. L’imperatività e l’autoritarietà permettono di produrre effetti giuridici anche contro la volontà dei destinatari. L’inoppugnabilità si riferisce all’impossibilità di ricorrere contro un provvedimento decorsi i termini perentori. Le notificazioni, la trasmissione e la pubblicazione costituiscono i principali elementi di efficacia ex nunc. Nei casi di provvedimenti vincolati o negativi la motivazione può essere ridotta a una giustificazione o, nei casi di provvedimenti discrezionali, richiede motivazione analitica ed ampia per bilanciare interessi pubblici e privati.

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