
La malocclusione di II Classe rappresenta una delle problematiche dentali più comuni, influenzando non solo l’estetica del sorriso ma anche la funzionalità masticatoria e la salute generale dell’articolazione temporo-mandibolare. Questo tipo di malocclusione si verifica quando c’è un disallineamento tra l’arcata superiore e quella inferiore, portando spesso a una sovrapposizione eccessiva dei denti anteriori superiori su quelli inferiori.
La malocclusione di classe II dento-scheletrica è caratterizzata da una serie di specificità che la distinguono dalle altre forme di malocclusione. Questo tipo di malocclusione si verifica quando c’è un disallineamento tra le arcate dentarie superiore e inferiore, con la mandibola che si posiziona più indietro rispetto alla mascella, portando a un sovrapporsi eccessivo dei denti anteriori superiori su quelli inferiori.
I sintomi della Seconda Classe Scheletrica includono un morso profondo, con i denti superiori che coprono eccessivamente quelli inferiori, difficoltà nella masticazione, dolori o tensione alla mandibola, e un aspetto estetico del viso in cui la mascella superiore appare prominente rispetto alla mandibola. In quest’ultimo caso le possibili diagnosi sono tre: il mascellare superiore è più grande del normale e la mandibola è poco sviluppata e si trova in posizione arretrata rispetto al mascellare superiore.
L’eziologia delle alterazioni dento-scheletriche è multifattoriale e si possono individuare tre fattori causali: ereditari, congeniti e acquisiti. Per quanto riguarda i fattori ereditari, sappiamo che l’eziopatogenesi delle malocclusioni è poligenica e a espressività variabile. I fattori congeniti includono esposizioni intrauterine come farmaci, sostanze chimiche e traumi. I fattori acquisiti, interventi dopo la nascita, comprendono parafunzioni (succhiamento, onicofagia, deglutizione atipica, respirazione orale), traumi post-natali e patologie infiammatorie.
Affrontare tempestivamente la Malocclusione di II Classe è fondamentale per prevenire complicazioni a lungo termine come il dolore all’articolazione temporo-mandibolare (ATM), l’usura eccessiva dei denti, e problemi di masticazione e di parola. Tra gli effetti sulla salute dentale, si possono includere l’usura anormale dei denti, difficoltà nella masticazione e nella parola, e un aumento del rischio di carie e malattie parodontali a causa della difficoltà nella pulizia dei denti.
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Dal punto di vista scheletrico, la malocclusione di classe II può influenzare l’equilibrio del viso, portando a problemi estetici e funzionali, come difficoltà respiratorie durante il sonno (apnea notturna) e dolore all’articolazione temporo-mandibolare (ATM). Inoltre, può contribuire a uno squilibrio muscolare facciale che può causare dolore cronico e tensione.
Diversi studi dimostrano come la prevalenza di malocclusioni nella società moderna sia molto elevata e si attesti circa al 60-80%. La seconda classe Angle è più frequente nella popolazione caucasica mentre la III è predominante in quelle asiatica e negroide. Tuttavia, le variazioni occlusali seguono una distribuzione universalmente comparabile: la prima classe appare la prevalente, seguita dalla seconda e infine dalla terza classe.
I valori di overjet normale sono i più frequenti, con una prevalenza compresa tra il 32,1% e il 94,1%. Una prevalenza minore ma comunque elevata, che è compresa tra il 5,3% e il 50%, ha l’overjet aumentato. È inoltre documentata l’associazione tra overjet aumentato e maggior rischio di trauma ai denti incisivi mascellari nei bambini e negli adolescenti.
La diagnosi e la valutazione di una malocclusione di classe II dento-scheletrica richiedono un approccio multidisciplinare che coinvolge ortodontisti, chirurghi maxillo-facciali e, in alcuni casi, radiologi. L’esame intraorale consente di rilevare una relazione molare bilaterale di classe II e classe canina II, l’affollamento anteriore superiore e inferiore moderato, la linea mediana mascellare deviata e la forma degli archi. La valutazione funzionale, che include test per esaminare la mobilità articolare e la funzione muscolare, aiuta a comprendere l’impatto della malocclusione sulle funzioni orali e sulla qualità della vita del paziente.
Esiste un'associazione tra l'aumento dell'overjet e il rischio di trauma ai denti incisivi mascellari. I bambini con dentizione mista o permanente (7-14 anni) con un overjet >5 mm hanno circa il doppio delle probabilità di subire un trauma dentale rispetto ai coetanei con overjet <5 mm. Dati questi dati, è importante considerare misure preventive precoci, tra cui consigli comportamentali, l'uso di paradenti durante gli sport e la riduzione dell'overjet con il trattamento ortodontico.
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I dati clinici suggeriscono che il trattamento precoce dell'overjet può ridurre il rischio di nuovi traumi agli incisivi, ma gli RCT fondamentali mostrano che, alla fine del periodo di valutazione complessivo, non ci sono differenze dentali o scheletriche clinicamente significative tra i bambini trattati precocemente o più tardi. Il trattamento precoce è efficace nel ridurre l’overjet ma comporta un onere maggiore: maggiore durata complessiva della terapia, più appuntamenti e maggiore esigenza di compliance.
Le opzioni di trattamento per correggere una seconda classe dentale variano a seconda della gravità del caso e delle preferenze del paziente.
La paziente di 22 anni si è presentata con la richiesta di migliorare l’aspetto del proprio sorriso. All’esame intraorale presentava un mascellare superiore contratto con cross-bite laterale, classe II dentale molare e canina da ambo i lati con affollamento anteriore e protrusione degli incisivi superiori. Considerata la restrizione delle scelte terapeutiche imposte dalla paziente, si è esordito con l’espansione dell’arcata superiore mediante Leaf Expander (Leone).
Il dispositivo, in grado di effettuare un’espansione dento-alveolare mediante forze continue e costanti, è stato attivato fino a ottenere un incremento trasversale poco superiore ai 4 mm e mantenuto in arcata per sette mesi. La posizione mandibolare ha risposto alla terapia con un miglioramento dell’SNB (da 71,5° a 74,5°), consentendo un avanzamento mandibolare sufficiente a portare a termine le correzioni programmate. L’espansione del mascellare superiore ha permesso l’avanzamento spontaneo della mandibola, con correzione dell’angolo SNA pari a 3° e la normalizzazione dell’overjet.
I risultati clinici includevano miglioramenti scheletrici (avanzo mandibolare e riduzione dell’overjet), risultati dentali con riduzione della protrusione incisiva e un miglioramento dei tessuti molli. Le buone caratteristiche dei tessuti facciali hanno contribuito a un notevole miglioramento estetico sostenuto dal rimodellamento delle arcate.
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Per fare un esempio di trattamento in caso di malocclusione di Classe II prima divisione, la tecnica può consistere nel posizionare apparecchi ortodontici su prescrizione con ancoraggio tramite arco transpalatale, seguito da eventuali estrazioni. La fase I, nei protocolli descritti, viene effettuata livellando con archi tondi in nichel-titanio; successivamente gli archi DKL vengono collocati per la fase II di chiusura degli spazi.
In pazienti adulti, le estrazioni per la correzione delle malocclusioni di classe II possono includere due premolari mascellari e due mandibolari. Le estrazioni dei soli premolari superiori sono indicate in assenza di affollamento o discrepanza cefalometrica nell’arco mandibolare. La scelta tra approccio estrattivo, non estrattivo o chirurgico deve essere personalizzata in base ai parametri scheletrici, dentali, estetici e alle preferenze del paziente.
Adottare misure preventive può contribuire a mantenere una corretta occlusione dentale e prevenire o limitare lo sviluppo di una seconda classe dentale. Tra queste misure vi sono l’eliminazione di abitudini viziate (succhiamento non nutritivo), l’uso di paradenti durante gli sport di contatto e la valutazione precoce in età pediatrica per identificare pazienti a rischio.
Il trattamento precoce richiede un elevato grado di compliance e può comportare un onere maggiore per il paziente in termini di tempo e appuntamenti. È quindi fondamentale informare chiaramente pazienti e genitori riguardo ai benefici attesi, ai limiti del trattamento precoce e alla necessità di eventuali fasi successive di trattamento nella dentizione permanente.
I potenziali risultati estetici e funzionali dipenderanno dalla gravità del caso e dal tipo di trattamento scelto. Con un trattamento ortodontico adeguato, è possibile ottenere un sorriso più armonioso e un’occlusione migliorata, che può portare a una migliore funzionalità della mascella e dei denti. Inoltre, correggere una seconda classe dentale può migliorare la masticazione, la pronuncia e la salute dentale generale del paziente.
In conclusione, affrontare la Malocclusione di II Classe con l’approccio giusto può trasformare non solo il sorriso ma anche la qualità della vita del paziente; la scelta del timing e della tecnica terapeutica deve basarsi su una valutazione clinica completa, sulle evidenze attuali e sulla condivisione delle aspettative con il paziente.
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