Funzionamento e normativa separatore di amalgama dentale: quadro tecnico e politico

L’adozione di separatori di amalgama nelle attività odontoiatriche rappresenta una componente cruciale del percorso di eliminazione graduale dell’amalgama dentale, in linea con regolamenti europei e piani nazionali. La circolare ministeriale del 6 agosto 2018 n. ha ribadito che, a decorrere dal 1° gennaio 2019, l’utilizzo di amalgama o la rimozione di otturazioni contenenti amalgama devono essere effettuate esclusivamente con riuniti odontoiatrici dotati di separatori di amalgama, per trattenere e raccogliere le particelle generate. Questo requisito è parte integrante del regime di tutela ambientale e sanitaria previsto dal Regolamento 852 e dalle direttive europee sul mercurio.

Contesto normativo e volti dell’eliminazione

La Convenzione Minamata sul mercurio ha focalizzato l’attenzione sull’impatto ambientale e sanitario del mercurio, incoraggiando l’eliminazione graduale dell’impiego dell’amalgama dentale. Il Regolamento (UE) 2017/852, recepito dall’Italia, dispone che dal 1° gennaio 2019 l’amalgama dentale possa essere usata solo in forma incapsulata predosata e che l’uso di mercurio in forma libera sia vietato ai dentisti. Inoltre, dal 1° luglio 2018 è vietato utilizzare l’amalgama per le cure dei denti decidui, dei minori sotto i 15 anni e delle donne in gravidanza o allattamento, salvo motivazioni mediche strettamente necessarie. Il regolamento richiede inoltre che ogni studio garantisca la presenza di separatori di amalgama e che essi offrano una ritenzione di particelle non inferiore al 95% entro il 2021.

In risposta, l’Italia ha adottato nel novembre 2020 il Piano nazionale per l’eliminazione e l’utilizzo dell’amalgama dentale, istituendo un gruppo di lavoro con partecipazione anche di ANDI, per definire un percorso di dismissione entro il 2024 e le relative azioni di comunicazione, formazione e smaltimento corretto dei rifiuti.

Separatori di amalgama: funzione, requisiti e gestione dei rifiuti

Con decorrenza 2019, gli operatori degli studi odontoiatrici che utilizzano l’amalgama o rimuovono otturazioni contenenti amalgama devono garantire che lo studio sia dotato di separatori di amalgama per trattenere e raccogliere le particelle, inclusi residui nell’acqua. La manutenzione dei separatori deve avvenire secondo le istruzioni del fabbricante, al fine di assicurare il massimo livello di ritenzione praticabile. Entro il 2021, i separatori in uso devono assicurare un livello di ritenzione pari o superiore al 95%.

L’obbligo di gestione dei rifiuti è espresso dal comma 6: i dentisti devono garantire che i rifiuti di amalgama, inclusi residui, particole, otturazioni contaminate e denti o loro componenti, siano gestiti e raccolti da strutture autorizzate per la gestione dei rifiuti. Questa disposizione mira a prevenire la dispersione del mercurio nell’ambiente e a salvaguardare la salute dei pazienti e degli operatori.

Leggi anche: Gestione e smaltimento dei rifiuti di amalgama con Metasys

Implicazioni pratiche per studi odontoiatrici

La prassi quotidiana richiede una valutazione accurata dell’impianto di aspirazione e della configurazione dello studio. Si distinguono due scenari principali:

  • Impianto di aspirazione ad aria: è necessario installare un separatore aria/acqua/amalgama per ogni riunito che rispetti la normativa UE e assicuri la ritenzione di almeno il 95% delle particelle di amalgama. Si può utilizzare un separatore centralizzato esterno allo studio o soluzioni simili, con valvole di intercettazione per ogni riunito.
  • Impianto di aspirazione a liquido (umido): è consigliato utilizzare un solo separatore di amalgama per ogni pompa d’aspirazione, collegandolo al sistema di aspirazione (e, se presente, al separatore aria/acqua/amalgama) per trattare anche l’acqua proveniente dalla bacinella di sputacchio.

La corretta gestione della bacinella e dello scarico richiede l’installazione di una VALVOLA DRENAGGIO SPUTACCHIERA in comunicazione con il sistema di aspirazione e l’apertura controllata del flusso solo quando arriva il liquido. Ogni riunito deve avere una valvola dedicata per il drenaggio, con l’obiettivo di incanalare i liquidi verso il sistema di aspirazione e garantire il trattamento opportuno dell’acqua.

Infine, i dentisti devono affidare i rifiuti di amalgama a impianti autorizzati per la gestione dei rifiuti. Questo include i residui, le particelle, le otturazioni e i denti contaminati con amalgama. La conformità delle pratiche di smaltimento è una componente essenziale della normativa vigente.

Interventi correlati e impostazioni professionali

Il contesto normativo richiede tanto un adeguamento tecnico quanto una comunicazione efficace verso pazienti e cittadinanza. ANDI ha partecipato attivamente al gruppo di lavoro e ha promosso attività informative, come l’Info DAY presso il Ministero della Salute il 27 ottobre 2023, la realizzazione di un Corso FAD ECM gratuito e la pubblicazione di approfondimenti su ANDI INFORMA. A livello europeo, le decisioni si inseriscono in un percorso di transizione politica e sanitaria verso una pratica odontoiatrica meno dipendente dall’amalgama.

Le misure adottate includono, tra le altre: insegnamento della gerodontologia, promozione di alternative all’amalgama e controlli al fine di garantire una riduzione graduale dell’utilizzo dell’amalgama dentale. L’obiettivo è ridurre l’impatto ambientale del mercurio, proteggere la salute dei pazienti e fornire strumenti pratici agli studi per conformarsi alle norme emergenti.

Leggi anche: Guida all'installazione del separatore di amalgama

Aspetti di comunicazione, informazione pubblica e formazione

La giornata informativa del 27 ottobre 2023 ha previsto la partecipazione di rappresentanti ministeriali, fabbricanti, odontoiatri e associazioni dei cittadini per discutere gli obiettivi del Piano Nazionale, lo stato dell’arte e le finalità dell’analisi dei dati sull’uso residuo dell’amalgama. È stato promosso materiale informativo rivolto a professionisti e popolazione, oltre a risorse di formazione continua per i soci ANDI e contenuti divulgativi su diverse piattaforme.

Prospettive future e tendenze

Entro il 2030 la Commissione europea valuterà la fattibilità dell’eliminazione completa dell’amalgama dentale. Il percorso di dismissione è accompagnato dallo sviluppo di alternative, dal potenziamento delle tecniche di gestione dei rifiuti e dall’adozione di pratiche cliniche orientate alla sicurezza del paziente e dell’ambiente. La normativa italiana si è allineata al quadro europeo, imponendo la gestione responsabile dei rifiuti e l’uso di separatori di amalgama conformi ai requisiti tecnici indicati dal regolamento.

Schema: flusso operativo di separazione e smaltimento dell’amalgama
Diagramma: configurazioni di impianto aspirazione - aria vs liquido

Metadati e risorse

Scarica il programma della giornata informativa e verifica iscrizioni: l’evento si è svolto presso l’Auditorium Biagio d’Alba, Roma, presso il Ministero della Salute, con indicazioni pratiche su come adeguare lo studio all’uso di separatori di amalgama e alle norme di smaltimento. ANDI ha fornito materiali informativi, corsi ECM e articoli descrittivi sull’argomento.

Video: presentazione normativa e pratiche di separazione di amalgama

Tabella riepilogativa delle norme chiave

AnnoEvento normativoEffetto praticoRequisito principale
2017Regolamento UE 852/2017Predosaggio, divieto mercurio liberoAmalgama solo in capsule predosate
2018Divieti per categorie di pazientiLimitazioni a decidui, under 15, gravidanza/allattamentoUso vietato salvo necessità cliniche
2019Entrata in vigore separatori di amalgamaObbligo presenza separatoriRitenzione min. 95%
2020Piano nazionale eliminazione amalgamaGruppo di lavoro, campagne informativeObiettivo dismissione entro 2024
2023Info Day Ministero SaluteCondivisione obiettivi e datiFormazione e informazione pubblica

Leggi anche: soluzioni moderne per otturazioni dentali

tags: #funzionamento #e #normativa #separatore #di #amalgama

Post popolari: