
Per questa ragione, per inserire gli impianti viene utilizzato come sostegno non l’osso della mascella, come tradizionalmente si fa, ma è l’osso zigomatico a fare da sostegno. Gli impianti zigomatici sono cilindri in titanio a forma di vite che vengono inserite in diagonale nell’osso zigomatico, in corrispondenza dello zigomo. Raggiungono un punto più alto rispetto ad un impianto tradizionale, in quanto si inseriscono nell’osso zigomatico e non mascellare. La durata degli impianti zigomatici dipende da molti fattori, ma bisogna partire dal presupposto che sono progettati perdurare molti anni. Comfort: l’intervento viene eseguito in regime di anestesia locale, permettendo alla persona di non sentire alcun dolore. Successo: pratico questa tecnica da molti anni e ritengo sia un’ottima soluzione per risolvere questo tipo di problematica. Gli impianti zigomatici sono la tecnica che prediligo per il trattamento delle grandi atrofie ossee del mascellare superiore, ovvero dell’arcata superiore. Se ti stai chiedendo dove puoi trovarmi, la risposta è: dove ti è più comodo. Sono un professionista itinerante che si sposta su tutto il territorio nazionale per raggiungere i pazienti e accorciare le distanze, per questo puoi trovarmi in molte città italiane.
Technological evolutions have improved surgical and prosthetic outcomes of zigomatic implantology: oggi l’intervento, da soluzione terapeutica estrema, viene rivisitato a una vera e propria risorsa ricostruttiva da utilizzare in esclusiva o associata ad altri metodi riabilitativi. Tra le possibilità in grande evidenza includiamo l’implantologia zigomatica che sfrutta per la stabilità delle fixtures porzioni ossee non facenti parte dell’osso mascellare ma confinanti ad esso, come il corpo dell’osso malare. Per raggiungere tale sito ed emergere nel cavo orale gli impianti tradizionali non sono sufficienti ma sono necessari impianti di lunghezza maggiorata (da 30 a oltre 50 mm) e di diametro e connessioni protesiche adeguate a sostenere il carico masticatorio con inclinazioni molto elevate, che possono raggiungere anche i 50°. Trattandosi di interventi che coinvolgono sedi anatomiche limitrofe a strutture particolarmente delicate (fossa pterigo-mascellare, fossa infratemporale e orbita), devono essere praticati da operatori esperti supportati da prodotti tecnologicamente adeguati. Per pervenire, oltre che alla stabile occlusione, a una corretta armonia del sorriso, sono necessarie protesi ortopediche fornite di ampie flange di finta gengiva a compensare la carenza osteo-mucosa e modificare la discrepanza tra le arcate. In casi particolari sono possibili interventi ricostruttivo-riabilitativi associati (es. osteotomia di Le Fort 1).
La tecnica prevede l’utilizzo routinario del carico immediato, perciò lo studio preoperatorio dell’occlusione e le conoscenze di biomeccanica implantare risultano fondamentali per il conseguimento del risultato, così come lo stretto coordinamento tra gli operatori. Summary Total edentulism is a disabling condition affecting up to 13% of people aged 65-year and over. At the present time, these patients are repeatedly demanding highly performing, cost-effective, rapid solutions, but these aspects not always could coexist. So far, pre-prosthetic surgery by means of bone (or substitute) grafting has been considered the gold standard, if not the unique one, in order to achieve sufficient volume for implantation.
Un elemento pare assodato al di fuori di ogni dubbio: almeno il 30% delle ricostruzioni di grandi volumi ossei a 10 anni presenta importanti problematiche, qualunque sia stata la scelta terapeutica. Tra le possibilità non nuove troviamo gli impianti zigomatici, perfezionati da Branemark nel 1987, che si stanno dimostrando una valida alternativa alle ricostruzioni ossee nel trattamento delle atrofie dei mascellari. La tecnica consente basse morbidità, possibile carico immediato e riduzione significativa di tempi e costi rispetto alle ricostruzioni proteso-ricostruttive tradizionali. L’approccio extra-sinusale evita l’ostruzione delle vie aeree e migliora la gestione protesica, permettendo una riabilitazione più rapida e funzionale.
Indications e outcomes: i protocolli moderni prevedono impianti di lunghezza notevole (30-50 mm) con abutments specifici per correggere angolazioni elevate. Il gruppo di pazienti tipico comprende arcate edentule di grande estensione con atrofia severa, spesso in contesti post-oncologici o traumatologici. Il percorso riabilitativo può prevedere protesi avvitate su impianti zigomatici oppure protesi miste su barra, a seconda della situazione. L’esecuzione richiede un team esperto, strumenti CAD/CAM, e una pianificazione digitale dettagliata.
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La procedura oggi si basa su un approccio extrasinusale o para-antrale con minimo coinvolgimento dello spazio respiratorio, preservando membrana e funzione. Il moncone protesico è allineato per una riabilitazione protesica ottimale, e il carico immediato è spesso possibile grazie alla stabilità fornita dall’osso zigomatico. L’evoluzione procedurale ha reso la tecnica meno invasiva e più affidabile nel lungo periodo, con tassi di successo tra 95% e 98% in follow-up >12 anni. L’uso di guide chirurgiche computer-guidate (es. ZyGo) e di simulazione 3D consente pianificazioni personalizzate e riduzione delle complicanze.
La tecnica zigomatica è indicata in riabilitazioni di arcate intere con atrofia severa e non è prevista per singoli denti. La scelta richiede valutazione accurata della salute ossea e dello stato generale del paziente, nonché competenze chirurgiche specializzate e pianificazione digitale avanzata.
Viene enfatizzata l’importanza di eseguire l’intervento in centri specialistici con protocolli moderni e anestesia appropriata. L’operazione si concentra sull’osso zigomatico, una fonte ossea molto densa e resistente, che offre stabilità immediata e una base sicura per la protesi fissa. Il post-operatorio include gonfiore transitorio, dolore contenuto, e una fase di osteointegrazione che consente progressiva alimentazione normale dopo i primi mesi. In caso di dubbio o complicanza, è fondamentale rivolgersi al chirurgo, senza tentare di interventi fai-da-te.
Esistono alternative come l’impianto AMSIJ (Addively Manufactured Subperiosteal Jaw Implant) progettato con CAD/CAM e fissato all’osso mascellare; questa opzione può offrire ulteriori percorsi riabilitativi in determinati casi selezionati.
La valutazione preoperatoria comincia con la TAC Cone Beam, possibile riduzione della dose rispetto alle TC tradizionali, e con l’uso di software di simulazione per definire inclinazioni, lunghezze e punti di ancoraggio. È indispensabile la presenza di un team multidisciplinare con chirurgo orale e maxillo-facciale di comprovata esperienza, tecnici ortodontici e laboratori abilitati. In presenza di condizioni sinusali acute, radioterapia o patologie sistemiche, va valutata la tempistica e la fattibilità dell’intervento.
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In caso di edentulia totale con perdita ossea avanzata, gli impianti zigomatici offrono una strada concreta per denti fissi rapidi, riducendo la necessità di innesti e rialzi del seno mascellare, con tassi di successo elevati e riabilitazione protesica immediata o quasi immediata.
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