
La sinusite è un’infiammazione dei seni paranasali che può presentarsi in forma acuta, cronica o ricorrente e richiede un inquadramento accurato per selezionare la terapia più efficace. La maggior parte dei casi è virale e si risolve spontaneamente, ma una quota può evolvere verso un’infezione batterica, soprattutto se i sintomi persistono oltre i dieci giorni o peggiorano dopo un iniziale periodo di miglioramento. Le linee guida aggiornate distinguono tra rinosinusite batterica acuta (RSBA) e forme virali, proponendo un approccio che spesso privilegia la gestione simptomatica e la vigile attesa, riservando gli antibiotici ai casi che ne hanno reale beneficio.
La sinusite può manifestarsi con ostruzione nasale, secrezione purulenta e dolori facciali; le complicanze possono includere coinvolgimento orbitario o intracranico. La diagnosi di RSBA è considerata quando i sintomi persistono ≥10 giorni senza miglioramento o quando si verifica un peggioramento dopo un iniziale periodo di apparente miglioramento (“double worsening”). Non è consigliata la TC di routine nelle forme acute non complicate, in quanto non modifica l’approccio terapeutico e comporta esposizione a radiazioni e costi aggiuntivi.
1) Proposta di vigile attesa per RSBA non complicata: 3-5 giorni di osservazione prima di iniziare l’antibiotico, soprattutto se i sintomi non sono severi o non mostrano peggioramento immediato. Se non vi è miglioramento entro 3-5 giorni, o se compaiono segnali di peggioramento, si passa al trattamento antibiotico.
2) Antibiotici: Amoxicillina con acido clavulanico è la prima scelta, preferibilmente ad alto dosaggio, per coprire S. pneumoniae e H. influenzae resistenti. Durata tipica: 5-7 giorni per casi non complicati, 7-10 giorni in presenza di sintomi più persistenti o rischio di resistenza elevato. In assenza di penicilline o in presenza di allergie, si usano alternative come doxiciclina o cefalosporine di III generazione (con o senza clindamicina, a seconda della tolleranza). Evitare macrolidi come prima scelta a causa di resistenza. Se la risposta è inadeguata dopo 2 cicli o se si presentano complicanze, si valuta una revisione dell’antibiotico o l’invio allo specialista otorinolaringoiatra.
3) Trattamento sintomatico: decongestionanti topici o sistemici con cautela, spray nasali a base di glucocorticoidi per ridurre l’infiammazione, irrigazioni saline ad alto volume e misure di drenaggio. In presenza di polipi nasali o sinusite cronica associata a rinite allergica, i corticosteroidi nasali hanno un ruolo centrale, talvolta in combinazione con altre terapie.
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4) Trattamenti non antibiotici utili: vapori, impacchi caldi, liquidi caldi per favorire il drenaggio; antipiretici e analgesici (paracetamolo, ibuprofene) per controllare febbre e dolore; antistaminici di seconda generazione se è presente componente allergica.
La diagnosi di sinusite acuta è in gran parte clinica, basata su sintomi, esame obiettivo e storia clinica. La TC è indicata in sinusite cronica o in presenza di sospette complicanze; la coltura batterica non è sempre necessaria e viene utilizzata quando la risposta al trattamento empirico è difettosa o in pazienti immunocompromessi. Nei bambini, la sinusite batterica acuta si sospetta se la rinorrea purulenta persiste >10 giorni con tosse e stanchezza; la TC è raramente necessaria nelle forme acute non complicate.
Le complicanze includono cellulite orbitaria, proptosi, diplopia, interessamento intracranico con cefalea grave e alterazioni dello stato mentale. Segni di possibile complicanza richiedono invio urgente allo specialista o al pronto soccorso. Nei casi cronici, si valutano polipi nasali e planimetria sinusale tramite imaging per guidare il trattamento.
La sinusite mascellare si manifesta con dolore facciale mascellare, spesso associato a mal di denti e cefalea frontale. La gestione si concentra sul drenaggio dei seni, controllo dell’infiammazione e, se indicato, uso mirato di antibiotici per infezione batterica acuta o complicanze. Nei casi cronici, si privilegia il lavaggio nasale con soluzione salina ad alto volume e i corticosteroidi topici per ridurre l'infiammazione; antibiotici non sono generalmente indicati nella sinusite mascellare cronica non infettiva.
- Diagnosticare RSBA solo se i sintomi persistono ≥10 giorni senza miglioramento o peggiorano dopo una fase iniziale.
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- Evitare TC/RX di routine nelle forme acute non complicate. utilizzare la TC solo se utile per valutare complicanze o in sinusite cronica.
- Vigile attesa di 3-5 giorni per tutti i pazienti non complicati; se non migliorano, avviare amoxicillina/ clavulanato per 5-7 giorni.
- Evitare macrolidi, trimetoprim-sulfametossazolo e fluorochinoloni come prima scelta per lo spettro resistenziale della comunità.
- Trattare la sinusite cronica con lavaggi salini e steroidi nasali; evitare terapie antifungine o antibiotiche empiriche in assenza di indicazioni chiare.
| Condizione | Prima scelta | Durata tipica | Note |
|---|---|---|---|
| RSBA non complicata | Amoxicillina/clavulanato | 5-7 giorni | Considerare alternative se allergia o resistenza |
| RSBA allergica o penicillina-sensibile | Doxiciclina | 5-7 giorni | Alternative se intolleranza |
| RSBA resistente/allergie | Cefalosporine III generazione | 5-7 giorni | Con o senza clindamicina a seconda tolleranza |
| Sinusite cronica | Lavaggi saline + glucocorticoidi nasali | - | Nessuna evidenza di beneficio antibiotico |
La gestione della sinusite estremamente dipende dalla causa sottostante e dalla gravità dei sintomi. La maggior parte delle sinusiti sono virali e non richiedono antibiotici. Le terapie presentate sono indicative: ogni trattamento deve essere valutato e prescritto dal medico in base alla situazione clinica individuale e al profilo di rischio del paziente. L’uso razionale degli antibiotici è fondamentale per evitare resistenze e effetti avversi.
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La sinusite è l’infiammazione dei seni paranasali dovuta a infezioni virali, batteriche o fungine o a reazioni allergiche; questi fattori possono anche causare rinite. La sinusite si verifica spesso insieme alla rinite. I sintomi comprendono ostruzione e congestione nasale, rinorrea purulenta, e dolore o pressione facciale; talvolta sono presenti anche malessere, cefalea, e/o febbre. Il trattamento della presunta rinosinusite virale acuta include l’inalazione di vapore e l’uso di vasocostrittori topici o sistemici. La terapia di una sospetta infezione batterica è a base di antibiotici, come amoxicillina/clavulanato o doxiciclina somministrati per 5-7 giorni per la sinusite acuta e fino a 6 settimane per la sinusite cronica. Decongestionanti, spray nasali a base di glucocorticoidi e applicazione di calore e umidità possono servire ad alleviare i sintomi e a migliorare il drenaggio sinusale. La sinusite ricorrente può richiedere un intervento chirurgico per migliorare il drenaggio sinusale.
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