Cos’è una beanza dentale (morso aperto): cause, conseguenze e trattamenti

Il termine beanza dentale, comunemente indicato come morso aperto (open bite), descrive un’alterazione verticale dei normali rapporti occlusali caratterizzata da una mancanza di contatto tra denti antagonisti. Il morso aperto è facilmente identificabile alla vista: i denti anteriori superiori e inferiori non si toccano quando si chiude la bocca, ma le condizioni di morso aperto possono verificarsi in diversi punti della dentatura, anteriori o posteriori.

Tipologie di morso aperto

  • Morso aperto anteriore: spazio tra gli incisivi superiori e inferiori quando la bocca è chiusa; è il tipo più visibile.
  • Morso aperto posteriore: i molari superiori non entrano in contatto con quelli inferiori, impedendo l’occlusione posteriore.
  • Morso aperto laterale: la malocclusione è presente solo da un lato (destro o sinistro).
  • Morso aperto completo: combinazione di morso aperto anteriore e posteriore, con contatto limitato agli ultimi molari.

Prevalenza ed evoluzione

La prevalenza del morso aperto varia a seconda delle popolazioni e delle età considerate; in letteratura si trovano percentuali differenti, tra cui il 3,5% in alcuni campioni e valori più alti in altri studi su popolazioni pediatriche. Durante le fasi evolutive, il morso aperto è spesso espressione di una disarmonia dento-alveolare che, senza intervento precoce, può coinvolgere le basi ossee e trasformarsi in un open bite di tipo scheletrico con conseguente rotazione mandibolare posteriore e possibili contrazioni trasversali del mascellare superiore.

Cause del morso aperto (beanza dentale)

Le cause possono essere molteplici e spesso combinate. Una classificazione eziologica distingue fattori estrinseci, intrinseci, complessi, scheletrici, morfologico-strutturali e dentali.

  • Fattori genetici e di sviluppo: pattern di crescita verticale determinati geneticamente e problemi di sviluppo osseo o dentale.
  • Abitudini viziate in età infantile: suzione del pollice, uso prolungato di ciuccio o biberon, interposizione della lingua o del labbro tra i denti.
  • Deglutizione atipica: l’interposizione linguale durante la deglutizione esercita forze ripetute (milioni di atti deglutitori giornalieri) che possono influenzare lo sviluppo craniofacciale e impedire la normale crescita della premaxilla verso il basso.
  • Respirazione orale: respirare con la bocca altera la posizione naturale della lingua e dei muscoli, favorendo il morso aperto.
  • Fattori morfologici: macroglossia, tono muscolare e orientamento delle fibre masticatorie che influenzano la posizione dentale e scheletrica.
  • Cause dentali: anomalie di permuta, perdita precoce di denti decidui o ritardi di eruzione che alterano l’allineamento.
schema cause morso aperto: suzione, deglutizione, respirazione

Conseguenze cliniche e posturali

Oltre all’evidente impatto estetico sul sorriso, la beanza dentale può comportare molteplici problemi funzionali:

  • Problemi di dizione: difficoltà nella pronuncia di alcuni fonemi, dovute all’impedimento della lingua nel posizionarsi correttamente.
  • Difficoltà masticatorie: occlusione inefficace che rende difficile mordere e masticare alcuni alimenti, con possibili ripercussioni sulla digestione.
  • Disturbi respiratori: la respirazione orale può essere sia causa che conseguenza dell’open bite, aggravando la malocclusione.
  • Dolori muscolari e ATM: maggiore tensione e stress sui muscoli masticatori e sull’articolazione temporo-mandibolare, con mal di testa, dolore al collo o bruxismo.
  • Ripercussioni posturali: il morso aperto, come altre malocclusioni, può influenzare la postura e determinare alterazioni lungo il piano frontale o del cingolo scapolare rispetto al bacino.

Diagnosi

La diagnosi di morso aperto è clinica e radiografica. Spesso è evidente a occhio nudo, ma per valutare la gravità sono necessari esami strumentali come radiografie e cefalometrie (telegrafie di mandibola e mascella). Una visita odontoiatrica/ortodontica è indispensabile per determinare l’entità del problema e pianificare la terapia.

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Strategie terapeutiche: approccio funzionale e meccanico

Gli approcci terapeutici si distinguono principalmente in due filosofie: l’approccio funzionale, volto al controllo della posizione della lingua e all’eliminazione delle abitudini viziate, e l’approccio meccanico, che mira a correggere la posizione dei denti attraverso estrusione anteriore e/o intrusione posteriore. La scelta del trattamento dipende da età, gravità, tipo di open bite e presenza di componenti scheletriche.

Trattamenti nei bambini (ortodonzia intercettiva)

Durante l’infanzia è possibile intervenire sullo scheletro e sulla funzione. Gli apparecchi ortopedico-funzionali rimovibili offrono ottimi risultati e consentono una perfetta igiene orale. La terapia primaria mira a interrompere l’abitudine viziosa ed evitare l’interposizione della lingua tra i denti, ripristinando una deglutizione corretta.

  • Apparecchi rimovibili con griglia: placca di Schwarz con griglia, Bionator schermato, apparecchio di Crozat, Kinetor di Stockfisch. Le griglie impediscono la suzione del dito e l’interposizione linguale favorendo la chiusura spontanea del morso aperto in molti casi.
  • Apparecchi funzionali: il Bionator di Balters con schermo anteriore impedisce alla lingua di insinuarsi tra le arcate, favorendo la chiusura delle labbra e la deglutizione corretta.

La scelta tra apparecchio rimovibile o fisso dipende spesso dalla collaborazione del paziente; se il bambino non è collaborante si preferiscono apparecchi fissi.

Apparecchiature fisse

Le apparecchiature fisse sono attive 24 ore e non dipendono dalla collaborazione del paziente. Tra queste vi sono le griglie saldate ad archi palatali e il Quad-helix con griglia, efficaci nella prevenzione dell’inserimento del dito e nel costringere la lingua in una posizione più alta sul palato. Le griglie fisse possono essere utilizzate anche come ausilio di un RME quando è presente contrazione scheletrica del mascellare.

immagine apparecchio Quad-helix con griglia

Approccio meccanico nell’adolescente e nell’adulto

Negli adolescenti e negli adulti, dove i fattori scheletrici prevalgono e la crescita è quasi terminata, spesso è necessario agire sulla posizione dei denti e, se presente componente scheletrica importante, ricorrere alla chirurgia.

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  • Ortodontia tradizionale o con allineatori: apparecchi fissi, allineatori trasparenti o linguali che combinano intrusioni dei posteriori ed estrusioni degli anteriori; in alcuni casi si usano microviti come ancoraggio per movimenti dentali complessi.
  • Elastici intermascellari: per estrudere gli incisivi si utilizzano elastici a “box” impegnando generalmente i quattro incisivi superiori e i canini inferiori.
  • Estrazione dentale: in alcuni casi per ridurre sovraffollamento o riequilibrare le arcate può rendersi necessaria l’estrazione di uno o più denti.
  • Chirurgia ortognatica: nei casi scheletrici gravi e nei pazienti a fine crescita, la chirurgia ortognatica modifica le dimensioni e la posizione di mandibola e mascella; è normalmente associata a fasi ortodontiche pre e postoperatorie.

Stabilità e recidiva

Il morso aperto può essere recidivo: anche se si interviene durante l’età infantile, è possibile che il problema si ripresenti a distanza di qualche anno. La stabilità dipende dall’eliminazione delle abitudini viziate, dal controllo della postura linguale e dalla correzione delle componenti scheletriche e dentali. Studi hanno evidenziato buona stabilità nei pazienti trattati con griglie fisse, legata sia all’eliminazione della suzione sia alla correzione della postura linguale.

Quando intervenire: età e tempistiche

È consigliabile valutare il problema il prima possibile. Intervenire intorno ai 4-7 anni consente di sfruttare la crescita e di ottenere risultati più prevedibili con la terapia intercettiva. Tuttavia, in età adolescenziale o adulta sono disponibili soluzioni efficaci, anche se in presenza di difetti scheletrici possono essere richieste soluzioni chirurgiche combinate con ortodonzia.

Ruolo multidisciplinare

La gestione del morso aperto spesso richiede un approccio multidisciplinare: ortodontista, logopedista, otorinolaringoiatra e, se necessario, chirurgo maxillo-facciale. La terapia del linguaggio è indicata quando il morso aperto è associato a problemi di linguaggio o deglutizione atipica; l’intervento precoce di logopedia può contribuire al successo della terapia ortodontica.

video: esercizi di deglutizione e terapia miofunzionale per correggere la posizione della lingua

Scelta del trattamento: fattori da considerare

La scelta del trattamento dipende da molte variabili: età del paziente, tipo e gravità del morso aperto, presenza di abitudini viziate, componente scheletrica, collaborazione del paziente e aspettative estetiche e funzionali. Una diagnosi accurata e un piano terapeutico personalizzato sono fondamentali per ottenere risultati duraturi.

Tabella riassuntiva: opzioni terapeutiche in base all’età

Fascia d’etàOpzioni terapeuticheObiettivi
Bambini (4-10 anni) Apparecchi rimovibili con griglia, apparecchi funzionali, griglie fisse, logopedia Eliminare abitudini viziate, riposizionare lingua, guidare la crescita scheletrica
Adolescenti Ortodontia fissa o con allineatori, microviti, possibile chirurgia in casi scheletrici Correggere posizione dentale, gestire componente scheletrica
Adulti Ortodontia con allineatori o fissa, estrazioni, chirurgia ortognatica se necessario Ripristinare funzione masticatoria, estetica, risolvere componente scheletrica

Messaggio pratico

Il morso aperto (beanza dentale) è una malocclusione complessa che può avere importanti ripercussioni funzionali, estetiche e posturali. L’intervento precoce aumenta le probabilità di successo con trattamenti meno invasivi. Una valutazione ortodontica tempestiva e un approccio personalizzato, possibilmente multidisciplinare, rappresentano la strategia migliore per ottenere una occlusione funzionale e stabile nel tempo.

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