
La classica dentiera è stata un’innovazione importantissima nella storia dell’odontoiatria; nel corso del suo ultracentenario percorso ha dato a milioni e milioni di persone l’opportunità di ricominciare a masticare pur avendo perso i denti naturali. Detto in modo estremamente semplice, la dentiera altro non è che un dispositivo removibile che sostituisce i denti mancanti.
La protesi mobile totale (Dentiera Classica) è necessaria in caso di edentulia totale, ovvero la perdita di tutti i denti di una o entrambe le arcate (superiore o inferiore). Poggia direttamente sull’osso alveolare e sulle mucose. La sua ritenzione è ottenuta per effetto “sottovuoto” o per il semplice peso, che spesso risulta insufficiente, soprattutto nell’arcata inferiore.
La dentiera è quindi una tecnologia che possiamo definire “di successo” ma che ha sempre avuto il difetto di essere poco stabile, soprattutto con l’avanzare dell’età del paziente. La dentiera è progettata per aderire perfettamente alle gengive del paziente grazie all’effetto ventosa: andando ad abbracciare le gengive residue si crea una specie di suzione e rimane più o meno stabile.
Tuttavia, col tempo, mancando le radici dei denti naturali, l’osso alveolare di mascella e mandibola inizia a perdere di volume e consistenza. La mancanza delle radici dei denti naturali provoca l’assottigliamento di mascella e mandibola. In questo modo anche le gengive sovrastanti mutano di forma rendendo difficoltoso e poco efficace l’effetto ventosa.
In entrambi i casi, è cruciale non rimandare l’intervento. La prolungata assenza di denti porta a un rapido e inevitabile riassorbimento osseo. Questa atrofia non solo peggiora l’estetica, dando un aspetto invecchiato al viso, ma rende sempre più difficile l’applicazione di qualsiasi protesi futura e compromette la capacità digestiva a causa di una masticazione inefficace.
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L’instabilità della dentiera rende insicura la persona che la indossa, e ne fa diminuire l’autostima e la vita sociale. Il disagio provocato da una protesi mobile instabile o ingombrante è la principale causa di insoddisfazione, limitando la vita sociale e la dieta del paziente. La perdita di volume osseo provoca lo “svuotarsi” dell’ovale del viso oltre che l’affilarsi della forma della mandibola.
Arrivano quindi in soccorso gli adesivi per dentiera o la modifica in studio odontotecnico della dentiera stessa (ribasatura). Le paste adesive servono: aumentano la stabilità della dentiera, creano un microfilm di protezione facendo effetto cuscinetto e alcuni hanno una azione antibatterica. Tra le creme e le strisce mi sento di consigliare senz'altro le prime: sono più efficienti e facili da utilizzare.
Per applicare adeguatamente l'adesivo devi fare queste cose: lava accuratamente la protesi con spazzolino e dentifricio, asciugala bene, metti un goccio di adesivo in tre/quattro punti in maniera omogenea, non metterne troppo, metti in bocca la protesi e stringi energicamente rimanendo a bocca chiusa per 30 secondi.
La pulizia della dentiera deve essere paziente ed accurata, in particolare su tutte le fossette e i rialzamenti che caratterizzano la sagoma di ogni dentiera. Dopo ogni pasto, va sciacquata bene sotto l’acqua corrente e almeno una volta al giorno va spazzolata con un apposito spazzolino e magari con un detergente specifico non aggressivo. Inoltre, durante la notte è consigliabile sfilare la dentiera e riporla nell’acqua.
La ribasatura della dentiera: quando la protesi mobile non sigilla bene, è instabile o ha subito troppi ritocchi, la possiamo ribasare. In pratica andiamo a risuolare la base della dentiera facendo aggiungere al laboratorio un sottile strato di resina. È un lavoro semplice che richiede una semplice impronta e poche ore di lavoro dei nostri tecnici abilitati.
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La dentiera può subire delle fratture più o meno estese; può staccarsi uno o più denti, si può scheggiare parte della resina rosa o nei casi più gravi rompersi in due o più pezzi. Spesso si riesce a ricomporre il puzzle ma a volte occorre fare una dentiera nuova.
Indossare una dentiera per la prima volta non è né naturale né facile. È normale e non c’è da preoccuparsi. Allo stesso modo dopo solo 2-3 giorni di utilizzo, i muscoli della faccia si adatteranno alla nuova situazione e la lingua imparerà da sola a gestire la nuova presenza. Occorre un periodo di adattamento variabile da caso a caso, e si faranno una serie di modifiche e ritocchi per renderla più comoda possibile.
Un consiglio pratico una volta indossata: iniziare a casa a parlare ad alta voce; leggere ad alta voce aiuterà labbra e lingua ad abituarsi alla nuova presenza. Devi proprio re-imparare a parlare con la nuova protesi.
La dentiera è la protesi più ingombrante che esiste, perché non avendo appoggi fissi (denti o impianti) può lavorare esclusivamente abbracciando più gengiva possibile. La protesi totale, specialmente se fatta in contemporanea sopra e sotto, può dare una forte sensazione di ingombro, molta salivazione, difficoltà a parlare e a masticare.
Un altro limite è la perdita di efficienza masticatoria: il fatto che la protesi non è ancorata nell’osso come i denti o come gli impianti dentali, comporta una perdita di forza masticatoria e triturante, portando i pazienti a scegliere un’alimentazione più “comoda” ma purtroppo meno “nutriente”.
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Fissare la dentiera con gli impianti è oggi una concreta possibilità per moltissime persone. In questi casi si parla di “overdenture”, ovvero di impianti “oltre la dentiera”. Si tratta di una protesi mobile rinforzata in resina o metallo, che non poggia interamente sulle gengive, ma si àncora stabilmente a un numero ridotto di impianti dentali (generalmente 2 o 4).
Vantaggi clinici risolutivi dell’Overdenture: l’eliminazione del palato (la stabilità garantita dagli impianti permette di realizzare la protesi superiore in un formato ridotto, eliminando la copertura del palato), la stabilizzazione dell’arcata inferiore, la preservazione ossea (gli impianti agiscono come stimolatori meccanici, aiutando a prevenire o rallentare il riassorbimento osseo) e l’addio agli adesivi.
Gli impianti dentali, al contrario delle classiche dentiere, sono concepiti per durare. Se è vero che il prezzo iniziale degli impianti è certamente più elevato di quello della semplice dentiera, bisogna mettere in conto la ridotta spesa manutentiva che gli impianti richiedono negli anni (a patto di mantenere un’adeguata igiene orale).
La protesi fissa su impianti a carico immediato può essere eseguita in diversi modi: la protesi fissa su 4 impianti o la protesi fissa su 6 impianti sono due delle possibili soluzioni. Il numero di impianti inserito e la possibilità di applicare la protesi fissa in concomitanza all’inserimento degli impianti dipende da molti fattori che comprendono la quantità e qualità di osso e l’entità della stabilità immediata degli impianti.
Per i pazienti che ricercano soluzioni di “ultima generazione” focalizzate sull’estetica, le protesi realizzate con polimeri termoplastici, in particolare il Nylon (come Valplast), rappresentano un’opzione significativa nell’ambito della protesi parziale. Le protesi in Nylon si distinguono per l’assenza di ganci metallici visibili, comfort e leggerezza e biocompatibilità.
Limitazioni cruciali: le protesi flessibili in nylon non possono essere utilizzate in assenza completa di denti (edentulia totale); sono indicate solo come protesi mobili parziali, ancorandosi ai denti residui. Inoltre richiedono una manutenzione specifica e attenzioni particolari.
Come soluzione, la dentiera è storicamente l’opzione protesica più economica. La dentiera può essere realizzata e consegnata in poche settimane, garantendo un ripristino estetico e funzionale in tempi relativamente rapidi, specialmente in situazioni di emergenza o dopo estrazioni massive. Essendo rimovibile, la protesi mobile consente una pulizia completa ed efficace fuori dal cavo orale, facilitando il mantenimento dell’igiene della protesi stessa e delle mucose sottostanti.
La dentiera ha una grande dignità perché in passato era l’unica possibilità per ridare il sorriso. Se ben realizzate e mantenute con cura, le dentiere sono delle ottime protesi che consentono una normale vita sociale.
| Aspetto | Pro | Contro |
|---|---|---|
| Ritenzione (ventosa) | Effetto sottovuoto semplice da ottenere inizialmente | Perdita di aderenza con il riassorbimento osseo |
| Economia | Opzione più economica e veloce | Maggiori costi di manutenzione nel tempo (ribasature, adesivi) |
| Funzionalità | Ripristina estetica e funzione masticatoria di base | Forza masticatoria ridotta rispetto a protesi su impianti |
| Comfort | Soluzione rimovibile e personalizzabile | Ingombro palatale, possibile nausea e alterazione del gusto |
| Durata | Se ben curata può durare anni | Usura dei denti protesici e assorbimento osseo richiedono interventi |
In caso di instabilità persistente o di intolleranza alla protesi, è opportuno valutare con il proprio dentista le moderne tecniche implantari (Overdenture o protesi fissa su impianti) che permettono di eliminare il palato, migliorare la stabilità e preservare il tessuto osseo.
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