Storia e tecniche dell’intarsio su ceramica e legno in Friuli

L’intarsio è una tecnica decorativa antica che, nel corso dei secoli, ha assunto forme e materiali diversi: dal legno alle pietre dure, fino alla ceramica. In Friuli l’arte dell’intarsio ha intrecciato la tradizione locale con stimoli provenienti dalle grandi scuole italiane ed europee, con risultati che spaziano dai mobili intarsiati alle superfici ceramiche decorate.

Origini e diffusione dell’intarsio

La tecnica dell’intarsio ha origini lontane, come testimoniano alcuni manoscritti e ritrovamenti archeologici rinvenuti nelle antiche civiltà orientali e del Mediterraneo. In Egitto, già dalle prime dinastie l’intarsio era impiegato per impreziosire mobili e scrigni in legno, decorati con motivi geometrici e geroglifici dorati. In Asia Minore era invece diffuso l’intarsio con pietre dure e madreperla per arricchire oggetti d’uso comune, mobili in legno pregiato e strumenti musicali. Era una tecnica certamente praticata anche nell’antica Grecia, come documentano il ritrovamento di figurine di pregio con intarsi di cristallo di rocca, madreperla e oro su steatite.

Con il tempo la lavorazione ad intarsio si diffonde in Europa, e in particolare in Italia, dove viene identificata col termine di “tarsia”: all’epoca dell’Impero Romano si usava ricoprire cofanetti e scrigni in legno con stucco e di pittura, gradualmente però gli intarsiatori iniziarono ad utilizzare il legno al naturale e a sperimentare nuove tipologie di decorazione. In principio, per creare gli intarsi gli ebanisti sfruttavano il contrasto cromatico dei toni chiari della fusaggine e del bosso con quelli scuri dell’ebano e del noce; per realizzare l’ombreggiatura sul disegno ricorrevano al ferro rovente.

Rinascita e apogeo

Si dovrà attendere il XV secolo per iniziare a vedere le prime lavorazioni ad intarsio così come le intendiamo oggi, quando i grandi intarsiatori fiorentini cominciarono ad arricchire la tecnica con le regole della prospettiva, per conferire tridimensionalità all’oggetto intarsiato. L’intarsio raggiunse il culmine della sua perfezione tecnica nella metà del Settecento in Francia, sotto il regno di Re Luigi XIV: in modo particolare, fu l’ebanista André Charles Boulle (1642-1732) a portare l’arte dell’intarsio al massimo del suo splendore, introducendo nuovi materiali come il metallo, il bois de rose e l’ottone.

La tradizione italiana e i centri d’eccellenza

In Italia, un ruolo di rilievo nella realizzazione di manufatti lignei ornati ad intarsio è stato svolto, negli ultimi tre secoli, dalle botteghe artigiane di Rolo. La tarsia di Rolo vanta una tradizione secolare, ma fu in epoca ottocentesca che raggiunse il massimo sviluppo produttivo, facendosi conoscere con i propri lavori in quasi tutta l’Europa. Nel XIX e all’inizio del XX secolo la manifattura rolese conobbe apici produttivi notevoli: all’inizio del Novecento, a Rolo si producevano ogni anno dai 6 ai 7 mila tavoli intarsiati, con l’impiego di circa 100 artigiani e altrettanti giovani assistenti.

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Il maggiore esponente in Italia fu Giuseppe Maggiolini (1738-1814): i suoi lavori ad intarsio di grande precisione tecnica, risaltano per l’elevato numero di essenze lignee policrome impiegate, tutte diverse tra di loro. Definito “Maestro ebanista”, Maggiolini realizzò per le maggiori famiglie milanesi e per la gran parte delle corti europee mobili ed oggetti d’arredo decorati ad intarsio con soggetti mitologici e allegorici.

esempi di mobili intarsiati storici

Tipologie e tecniche tradizionali dell’intarsio

L’intarsio, o tarsia lignea, è uno dei metodi di decorazione artigianale tra i più tradizionali e originali: si tratta di una tecnica decorativa simile al mosaico, realizzata accostando sopra ad una superficie piana piccoli elementi di materiali e di colore differenti (legno, marmo, avorio, madreperla, osso, metallo), ritagliati seguendo un disegno preciso (il cartone), al fine di ottenere raffigurazioni elaborate. La tecnica ad intarsio rientra nella categoria delle decorazioni polimateriche ottenute per incastri, per questo richiede tempo e precisione estrema per modellare il legno impiallacciato ed assemblare tutte le tarsie secondo un disegno particolare.

Tarsia certosina

La tecnica certosina è la più famosa delle tecniche ad intarsio. Nata nel Medioevo, la tarsia certosina consisteva nel ritagliare delle figure semplici e stilizzate da sottili lamine di legno di essenza diversa, per andarle ad inserire successivamente in assi di massello - di solito il noce - con incastri tanto perfetti da rendere superfluo l’utilizzo della colla. Nelle tarsie certosine venivano spesso introdotti materiali come l’avorio o la madreperla, con i quali si andavano a creare raffinati motivi geometrici, che ricordavano la tradizione araba e cosmatesca.

Tarsia geometrica

La tarsia geometrica ebbe grande diffusione nella Toscana del Quattrocento, soprattutto nella zona di Pisa, Siena e Firenze, spesso impiegata per realizzare decorazioni a motivi quadrati, rettangolari oppure a stella. Esistono due tipologie di tarsie geometriche: la “tarsia a secco” e la “tarsia a toppo” (o “a blocco”). La “tarsia a secco” consiste nel disporre i tasselli su una superficie lignea inserita in un telaio senza mastice, a formare dei disegni geometrici. Nel caso della “tarsia a toppo” invece l’intarsio si ottiene unendo i vari listelli di legni di colore e di essenza diversi con il mastice.

Intarsio ad incastro e intarsio Boulle

L’intarsio ad incastro è una tecnica di intarsio lignea diffusa in Germania, che consisteva nel sovrapporre due fogli di placcatura, ritagliandoli seguendo il disegno prescelto. In questo modo si ottenevano figure assolutamente identiche che venivano poi ricomposte sul piano del mobile, incastrando i positivi con i negativi. L’intarsio Boulle, introdotto da André Charles Boulle nel Seicento, utilizzava materiali nobili come guscio di tartaruga e ottone dorato insieme, sovrapponendo due lamine di legni poliedrici per ottenere sagome invertite e decorazioni ricche di metallo, madreperla, corallo e oro.

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esempi di tarsia certosina e Boulle

Intarsio su ceramica: tecniche e integrazione con la tradizione lignea

In Friuli, oltre alla storica pratica dell’intarsio su legno, si è sviluppato l’interesse per decorazioni ceramiche che richiamano i motivi e le geometrie degli intarsi lignei. Intraprendere un viaggio nell’arte della ceramica significa recuperare il contatto con la natura e con la terra, uno dei materiali che essa ci ha sempre offerto per poter fabbricare gli oggetti utili per la vita quotidiana. Il primo approccio con la ceramica si fonda sulla conoscenza delle caratteristiche dell’argilla, sulla sua manipolazione per ottenere determinate forme da mantenere durante i processi di essicazione e di cottura.

La cottura e la scelta dell’argilla determinano la compattezza e la resa cromatica della superficie ceramica, rendendo possibile poi decorare la superficie con smalti e tecniche pittoriche che imitano gli effetti dell’intarsio: motivi geometrici, tarsie sintetiche e accostamenti di colori che richiamano l’effetto mosaico.

fasi di lavorazione dell’argilla e decorazione ceramica

Restauro e conservazione degli intarsi

I mobili antichi decorati ad intarsio richiedono una manutenzione e una cura particolari. Quando ne entriamo in possesso, talvolta li troviamo in condizioni non ottimali o con segni di usura dovuti al tempo, ma con un restauro ben eseguito è possibile riportare agli antichi splendori un vecchio mobile e donargli nuova vita. Il restauro di un mobile antico intarsiato deve partire anzitutto dalla considerazione delle sue caratteristiche storico-strutturali: occorre identificare l’epoca in cui è stato realizzato, lo stile e la finitura. Solo dopo aver eseguito un’attenta analisi del mobile, è possibile decidere il tipo di intervento necessario per dare inizio al restauro ebanistico.

La prima fase del restauro consiste nella rimozione di tutte le parti metalliche presenti nel mobile, come cerniere, maniglie e serrature, che vengono smontate, pulite e lucidate. Eseguita questa prima ispezione, è possibile passare alla pulitura del mobile, che deve essere eseguita tramite scartavetratura o, nel caso di mobili più antichi, con specifici solventi per legno, per salvaguardarne la patina originale. Eliminato lo strato più superficiale, verranno alla luce i segmenti del mobile danneggiati ed eventuali interventi restauro precedenti.

La terza fase prevede il restauro degli intarsi, che deve essere eseguito da parte di un professionista secondo adeguate metodologie. Le tecniche di restauro degli intarsi maggiormente utilizzate sono: il carteggio, il riempimento delle sezioni danneggiate, la sanatura degli intarsi da graffi ed abrasioni e le discontinuità cromatiche. Si passa poi alla reintegrazione di tutti gli elementi strutturali del mobile (che comprende anche l’inserimento degli elementi ornamentali) e, per finire, il restauro del mobile viene ultimato con il trattamento antitarlo e la scelta delle vernici più adatte per la lucidatura totale.

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interventi di restauro su intarsi lignei

Produzione contemporanea e tutela delle tradizioni in Friuli

Oggi, coi suoi mobili intarsiati l’antica ebanisteria rolese è diventata fonte di ispirazione e oggetto di un rinnovato interesse per alcuni laboratori legati alla lavorazione artistica del legno. Nei contesti regionali come il Friuli, le botteghe artigiane che lavorano l’intarsio ed esplorano la ceramica continuano a sperimentare, promuovendo una produzione che coniuga tecniche tradizionali e nuove esigenze estetiche. Gli amanti degli arredi decorati ad intarsio e tutti coloro che vogliono saperne di più su questa nobile arte possono visitare musei e centri espositivi che raccontano processo produttivo, strumenti e capolavori.

La fabbricazione di mobili intarsiati oggi è valorizzata da marchi di tutela e da iniziative di promozione collettiva che sostengono le botteghe locali. La valorizzazione passa anche attraverso la formazione e il recupero delle competenze manuali: credo, infatti, che la lavorazione manuale non solo ci riesca a riconnettere alla natura ma ci aiuti a potenziare le nostre abilità intellettuali.

bottega artigiana che lavora intarsi e ceramica

Dove vedere e acquistare intarsi e ceramiche di qualità

Se desideri acquistare un mobile intarsiato antico, da inserire in un arredamento classico o in un ambiente moderno come elemento di contrasto, nella sezione dedicata ai mobili antichi puoi trovare una vasta selezione di mobili di antiquariato intarsiati. Vuoi sottoporre a valutazione, restaurare oppure vendere un mobile intarsiato? Ghilli Antichità offre un servizio professionale di restauro di mobili antichi, per il ripristino del manufatto e conferire un maggiore valore di vendita al mobile al momento dell’immissione sul mercato. Per ricevere un preventivo, inviaci immagini del mobile antico in tuo possesso, compresi i dettagli dei difetti ed eventuali informazioni sul manufatto, come l’autore, l’anno di realizzazione e altri restauri. Ti risponderemo in 24 ore!

visita virtuale a una bottega di tarsia e ceramica

Tabella riassuntiva: principali tecniche e materiali

Tecnica Materiali Caratteristiche
Tarsia certosina Noce, bosso, ebano, madreperla, avorio Incastri perfetti, motivi geometrici minutamente intagliati
Tarsia geometrica Placcature di legni diversi Superfici completamente rivestite, motivi a stelle e riquadri
Intarsio ad incastro Placcature sovrapposte Figure identiche positive/negative per effetto cromatico
Intarsio Boulle Guscio di tartaruga, ottone, madreperla, metalli Composizioni ricche, uso di metalli e materiali preziosi
Intarsio su ceramica Argilla, smalti, pigmenti Decorazioni ispirate al mosaico, resistenti alla cottura

Visite e musei consigliati

Il Museo della Tarsia di Rolo propone una collezione di opere che non ha eguali in Italia. Il percorso della mostra si caratterizza per la grande collezione di mobili intarsiati di pregio, i numerosi attrezzi d’epoca e disegni originali, i vari documenti e modelli didattici. Gli amanti dell’arte dell’intarsio possono farvi visita per seguire passo dopo passo le diverse fasi lavorative e scoprire i segreti del mestiere.

interno Museo della Tarsia di Rolo

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