
L’articolo illustra i requisiti per aprire un laboratorio odontotecnico, il codice ATECO corretto, le modalità di registrazione e le opzioni fiscali (regime forfettario e regime ordinario). Verranno descritti anche aspetti burocratici, contributivi e pratiche consigliate per avviare e far crescere l’attività in modo conforme alle norme vigenti.
Il codice ATECO che identifica l’attività di odontotecnico è 32.50.20 - Fabbricazione di protesi dentarie, inclusa riparazione. Dal 1° aprile 2025 entra in vigore il nuovo codice 32.50.10 - Fabbricazione di protesi dentarie, che comprende la progettazione e la fabbricazione di protesi dentarie, dispositivi su misura e riparazioni. Il codice 32.50.10 è riservato ai laboratori odontotecnici e non può essere utilizzato dagli odontoiatri. Per l’apertura della Partita IVA e per gli altri adempimenti, è fondamentale indicare correttamente il nuovo codice ATECO.
Per diventare odontotecnico è necessario conseguire un diploma presso un istituto professionale specializzato. Lo studio di Odontotecnica prevede una formazione tecnica e pratica. Esistono due profili principali: il primo consegue il diploma di odontotecnico dopo il terzo anno di studi come Operatore Meccanico, abilitandolo solo come dipendente; il secondo prosegue gli studi per altri due anni ottenendo la maturità e l’abilitazione all’esercizio della professione odontotecnica. Dopo la registrazione del titolo presso l’ASL di competenza, è obbligatorio superare l’esame di abilitazione professionale. L’iscrizione all’elenco nazionale dei professionisti odontotecnici presso il Ministero della Salute è necessaria per operare legalmente e per aprire un laboratorio.
Per iniziare l’attività, è obbligatorio presentare la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) al SUAP del Comune dove si trova il laboratorio. La SCIA viene inviata online tramite il portale SUAP e l’attività può iniziare immediatamente dopo l’invio, salvo controlli successivi. Inoltre, la presentazione della Partita IVA si effettua tramite procedura ComUnica, e l’iscrizione alla Camera di Commercio comporta l’iscrizione al Registro delle Imprese. Poiché il laboratorio odontotecnico rientra tra le attività artigiane, è obbligatoria l’iscrizione alla gestione artigiani INPS e all’INAIL per la tutela dei lavoratori.
L’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio è obbligatoria. L’iscrizione alla Gestione Artigiani INPS comporta contributi fissi e variabili in base al reddito dichiarato. L’INAIL è obbligatoria per la copertura contro gli infortuni sul lavoro e varia in base al rischio e al numero di dipendenti. Una gestione contabile e previdenziale accurata è facilitata dall’uso di software gestionali specifici per laboratori odontotecnici, che automatizzano la fatturazione e tengono traccia delle scadenze fiscali e previdenziali.
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Avviare un laboratorio odontotecnico nel 2025 richiede una pianificazione attenta e una conoscenza delle principali novità normative e fiscali. L’investimento iniziale stimato si aggira tra 60.000 € e 100.000 €, con variazioni dovute a attrezzature, dimensione del laboratorio e zona geografica. Le principali voci di costo includono l’acquisto o affitto del locale, le attrezzature (forni per ceramica, fresatrici, scanner 3D, aspiratori, postazioni di lavoro), la ristrutturazione e l’adeguamento impiantistico, utenze e assicurazioni. Le spese mensili per utenze si aggirano in media tra 250 € e 400 €; in grandi città del Nord possono essere superiori a causa degli affitti e dei costi del personale.
Nel 2025 è possibile scegliere tra due principali regimi fiscali: regime forfettario e regime ordinario. Il regime forfettario è disponibile per chi prevede ricavi annui fino a 85.000 €, con tassazione agevolata tramite imposta sostitutiva e semplificazioni amministrative. Il regime ordinario è obbligatorio per chi supera la soglia di 85.000 € o preferisce una contabilità più articolata. Il regime forfettario offre semplificazioni ma presenta limiti: non permette la detrazione dell’IVA sugli acquisti e non consente la deduzione analitica dei costi sostenuti. Il coefficiente di redditività associato al codice Ateco 32.50.10 è pari al 67%, quindi il 67% dei ricavi è base imponibile per imposta e contributi; il restante 33% è considerato spesa forfettaria.
Se ricavi 50.000 €, la base imponibile sarà 50.000 × 67% = 33.500 €. Su questa base si applica l’imposta sostitutiva e i contributi. Per i primi cinque anni, se si rispettano i requisiti, l’imposta sostitutiva può ridursi dal 15% al 5%.
Iscrivendosi alla Gestione Artigiani INPS si versano contributi fissi e, in base al reddito, contributi variabili. Per il 2025, la quota fissa annuale è circa 145,81 € al mese (circa 4.521,36 € all’anno) per redditi da 0 a 18.808 €. Se il reddito supera tale soglia, si versano anche contributi sul reddito eccedente, applicando l’aliquota indicata. Se si adotta il Regime Forfettario, è possibile beneficiare della Riduzione del 35% sui contributi se si è iscritti alla Gestione Artigiani e Commercanti INPS e non si hanno altri redditi da lavoro dipendente o assimilati.
Per facilitare l’avvio e la crescita, è consigliabile utilizzare software gestionali specifici per laboratori odontotecnici, automatizzare la fatturazione e monitorare scadenze. È utile costruire collaborazioni solide con studi dentistici e cliniche, creando un network professionale e offrendo servizi di consulenza tecnica. Le attività di promozione possono includere siti web ottimizzati per SEO, social network e CRM per gestire le richieste degli studi odontoiatrici.
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Dal punto di vista normativo, è fondamentale rispettare l’ambito di attività dedicato ai dispositivi medici su misura, la fabbricazione e la riparazione di protesi dentarie, e restare aggiornati sulle modifiche al codice ATECO e alle normative fiscali e sanitarie.
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