Normativa vigente sull’incapsulamento delle canne fumarie in Eternit e amianto

Le canne fumarie in eternit e amianto potrebbero essere presenti in stabili presenti in edilizia tra il 1965 ed il 1983. Per questo motivo se abitate in una casa costruita durante quel periodo è probabile che abbiate la canna fumaria in eternit.

La normativa amianto classifica l’eternit come un materiale compatto, cioè sbriciolabile solo con l’impiego di attrezzi meccanici. Una canna fumaria in eternit appartiene a questa categoria.

Perché è importante conoscere lo stato dell’amianto

Perché è importante? Una volta verificato che hai l’amianto nella tua canna fumaria, se questa è completamente sana non hai l’obbligo di rimozione ma di un monitoraggio periodico.

Interventi principali per la canna fumaria in eternit

Il primo intervento è quello classico, il più tradizionale, ma che richiede di rifare la canna fumaria, ovvero rimozione e smaltimento. La rimozione e smaltimento della canna fumaria in eternit è anche l’intervento più sicuro in quanto è risolutivo e definitivo.

L’incapsulamento di una canna fumaria in eternit è invece una tecnica alternativa che prevede un trattamento speciale della superficie della canna fumaria per incapsulare l’eternit e metterlo in protezione. È una tecnica usabile se il danneggiamento è limitato e la ditta lo suggerisce.

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Altro intervento che solamente una ditta specializzata può consigliarvi è il risanamento della canna fumaria in eternit. Per risanamento si intende un lavoro di installazione di una guaina interna internamente alla canna fumaria. Questa guaina una volta inserita viene gonfiata ed indurita aderendo perfettamente alle pareti interne della canna fumaria. In questo modo viene isolata e non abbiamo dispersione di fibre di amianto. Tecnica utilizzata per canne fumarie di caldaie e camini grazie alla resistenza al calore.

Quadro normativo di riferimento

L’adattamento ai regolamenti presenti in Europa sulla cessazione dell’impiego dell’amianto, è stata recepita nel nostro paese con la legge n. 257 del 27/3/1992. Nel settore di nostra competenza il manufatto edile dove è presente l’amianto è il Cemento-Amianto, chiamato comunemente Eternit. L’eternit viene utilizzato per la costruzione di canne fumarie, tubazioni, di lastre piane ed ondulate, idonee per opere di copertura e di tamponamento.

Per quanto riguarda strutture esterne, il decadimento dovuto ad elementi atmosferici causa un deterioramento sulla superficiale delle lastre, e conseguente rilascio nell’ambiente dei suoi componenti. L’amianto è il silicato a fibre, parecchio friabile e facilmente si suddividono in fibrelle così piccole che un milione di miliardi di esse potrebbero stare in un grammo.

Le imprese che effettuano azioni di risanamento hanno l’obbligo di seguire la norma di informare le Aziende Sanitarie Locali sui lavori eseguiti, sul genere di scarto da smaltimento eternit, nonché sui controlli sanitari per il personale addetto ai lavori.

Ambito normativo e strumenti di gestione

Sarà effettuato un censimento regionale di strutture contenenti amianto in attività, con analisi di possibili situazioni rischiose dovute alla sua esistenza; verranno stabiliti luoghi per raccolta rifiuti in amianto a scopo di eliminazione. Viene autorizzato lo smaltimento di prodotti con Amianto, in caso non si possa ricorrere a tecniche di fissaggio (Art. 12 comma 3). Istituisce l’albo delle imprese che operano per lo smaltimento e stabilisce che i rifiuti di amianto siano classificati speciali/tossici e nocivi in relazione alle loro caratteristiche fisiche e di composizione. Dispone l’istituzione di un registro, presso le A.S.L., su cui venga specificata la posizione di amianto negli stabili, col vincolo per i proprietari degli immobili di comunicare i dati relativi.

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D.L. n. 277/1991: questo decreto stabilisce le regole per sicurezza di incaricati sui pericoli derivati dall’esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro. In tale D.L., che recepisce la normativa Europea, è contenuto un capitolo sull’amianto nel quale si tratta esaurientemente sui limiti di esposizione, sulle norme di prevenzione e controllo sanitario, nonché sulle metodologie da seguire per i lavori di demolizione e di rimozione.

Normativa specifica sull’amianto e sull’incapsulamento

In data 29/9/94 è stato pubblicato il decreto del 6 Settembre 1994 relativo alla cessazione dell’impiego dell’amianto. In tale normativa si parla di pericoli, di metodi di analisi, controllo, manutenzione e bonifica dei materiali contenenti amianto presenti nella struttura edile. Vengono stabilite regole per localizzarlo, le caratteristiche dell’edificio, si dividono gli elementi relativamente alla loro integrità. La presenza di oggetti in cemento-amianto deve essere denunciata alla A.S.L. competente o al comune in cui si trova il manufatto in amianto cemento, da parte del proprietario o dell’amministratore con la conseguenza di dover attuare dei controlli periodici delle strutture, al fine di analizzare la liberazione di fibre nell’area.

La norma UNI 10686, entrata in vigore, ha permesso di qualificare i prodotti per incapsulare stabilendo delle norme per l’attestazione. Il lavoro di incapsulamento è sottoposto a prove di adesione, impermeabilità all’acqua, cicli di gelo-disgelo, sole-pioggia e invecchiamento accelerato UVB/condensa. L’attestazione che si ottiene testimonia che il ciclo incapsulante è in grado di conferire al supporto amianto-cemento tutte quelle caratteristiche che ne permetteranno il mantenimento in esercizio in condizioni di sicurezza e di durata nel tempo.

In base a tali norme il rivestimento incapsulante deve rispettare differenti spessori a seconda della versione (a vista esterna, a vista interna, non a vista, ausiliario) e deve superare una batteria di prove di laboratorio indicate dalla norma UNI 10686.

Procedura e fasi dell’incapsulamento

La procedura di bonifica tramite incapsulamento prevede diverse fasi: sopralluogo, trattamento iniziale con primer sigillante, primer penetrante fissativo, primer consolidante, e infine stesura di una guaina liquida elastomerica impermeabilizzante.

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La durata dell’incapsulamento dell’amianto deve essere specificata dalla ditta esecutrice e varia in base ai prodotti utilizzati; tipicamente circa 20 anni per prodotti standard e fino a 30 anni con materiali ad alte prestazioni. È essenziale eseguire regolarmente le attività di controllo e manutenzione indicate nel piano apposito.

L’incapsulamento è una delle tre tecniche di bonifica. Tra i vantaggi ci sono costi ridotti, minore impatto ambientale e ridotto rischio di esposizione per gli operatori; tra gli svantaggi, l’amianto resta all’interno della struttura e potrebbe essere necessaria una futura rimozione. Inoltre, non risolve il problema in caso di danni strutturali gravi o terremoti.

Aspetti pratici e di sicurezza

È obbligatorio notificare all’organo di vigilanza competente per territorio l’avvio dei lavori che potrebbero comportare rischio di esposizione ad amianto entro 30 giorni dall’inizio dei lavori.

Il costo delle operazioni di rimozione è a carico dei proprietari degli immobili e le aziende che si occupano della bonifica devono essere iscritte in apposito albo.

Bonus e incentivi

I bonus che possono applicarsi sono molteplici: bonus ristrutturazione, ecobonus, Superbonus se collegato ai lavori incentivati, BandI ISI dell’INAIL e decreti FER 2. È consigliabile consultare aggiornamenti specifici per l’anno in corso.

Riconoscere una canna fumaria in eternit e cosa fare

Anno di produzione del manufatto è una indicazione utile: se la tettoia, la canna fumaria o un serbatoio per l’acqua sono stati prodotti o acquistati dopo il 1994 non sono in amianto. Solo un occhio esperto di un personale qualificato può sapere come riconoscere eternit con amianto o fibrocemento.

Quando si effettua un lavoro di sostituzione canna fumaria o qualsiasi altra parte costruita in eternit, bisogna prestare molta attenzione per non danneggiare il materiale, o a non danneggiarlo ulteriormente se risulta già usurato.

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