Perno Endodontico: significato, referto odontoiatrico e principali tematiche cliniche

I denti trattati endodonticamente che necessitano di una ricostruzione complessa possono essere trattati con l’ausilio o meno di perni endodontici. Scegliere se utilizzare o meno una ritenzione endodontica e di che tipo sarà il tema di questa puntata di Clinical Arena. A discuterne sono stati il dott. Carlo Alberto Coccia ed il dott. Giulio Pavolucci, come sempre a moderare il prof. Dino Re. Il dottor. Pavolucci, a sostegno del perno in fibra, sottolinea quanto l’utilizzo di questi risulti importante ad esempio in previsione di restauri in denti posteriori con scarso tessuto dentale residuo migliorandone la resistenza, mentre il dottor Coccia ha messo in risalto l’aspetto legato all’adesione ed in particolar modo quanto uno smalto sano e correttamente rappresentato sia condizione sufficiente a garantire un’adesione ottimale senza ricorrere necessariamente all’utilizzo di perni. Si è anche discusso sulla tematica dell’esecuzione del post space e della cementazione dei perni endodontici e di quanto queste tecniche possano risultare non di facile esecuzione soprattutto per neo laureati alle prime armi e dell’importanza di sistemi ingrandenti per il posizionamento e la rimozione di ritenzioni endodontiche. In ultimo, si è discusso sull’utilizzo e l’efficacia o meno della metodica endo-crown.

Cos’è un perno endodontico e a cosa serve

Il perno endocanalare è un elemento di ritenzione che viene inserito e cementato all’interno del canale radicolare di un dente già devitalizzato. La sua funzione principale non è quella di rinforzare la radice, bensì di permettere l’ancoraggio e la stabilità del materiale da otturazione quando la quantità di tessuto dentale residuo non è sufficiente. Dopo un trattamento endodontico (la cosiddetta “devitalizzazione”), il dente può continuare a svolgere la sua funzione, purchè la cura canalare e il restauro vengano realizzati in modo corretto. La perdita di tessuto dentale dovuta non solo alla carie, ma anche alla terapia stessa, può ridurre la resistenza della corona con un aumentato rischio di frattura del dente, con conseguente necessità di successiva estrazione.

Serve sempre un perno dopo la devitalizzazione?

No, l’utilizzo del perno non è un’indicazione assoluta. Se il dente conserva abbastanza struttura sana, spesso è sufficiente una otturazione adesiva senza l’inserimento del perno. Se invece la perdita di sostanza è estesa, il perno diventa necessario per garantire resistenza e durata del materiale da otturazione ai fini del successivo restauro.

Tipi di perni endodontici e loro impiego

Materiali comuni: perni in fibra di vetro, fibra di carbonio e metalli. Il perno in fibra è particolarmente diffuso per denti anteriori e per la sua elasticità che si avvicina a quella della dentina, offrendo un buon risultato estetico e una gestione delle tensioni masticatorie. I perni metallici restano una risorsa in alcuni casi specifici, ma sono meno utilizzati per motivi estetici e di distribuzione delle forze.

È possibile distinguere tra perno endocanalare e impianto dentale. Il perno è interno alla radice naturale e serve alla ritenzione del materiale da restauro; l’impianto dentale è una radice artificiale inserita nell’osso per sostituire un dente mancante. Il perno moncone è un manufatto in metallo che viene inserito nella radice e su cui viene posizionata una corona artificiale, restituendo funzione ed estetica al dente.

Leggi anche: tipi di attacco per overdenture su impianti

Procedura di rimozione e gestione del perno endodontico

La rimozione di un perno endodontico è una procedura complessa che richiede strumenti avanzati e competenze specifiche. Il Centro Odontoiatrico Grimaldi di Bologna evidenzia l’uso di tecnologia come CBCT, microscopio odontoiatrico e strumenti dedicati (estratore di Gonon) per rimuovere il perno senza compromettere la radice.

Processo tipico di rimozione: anestesia locale, isolamento del campo con diga di gomma, disassemblaggio della ricostruzione protesica, rimozione del tessuto cariato, riduzione del perno, utilizzo dell’estrattore di Gonon, verifica dell’integrità della radice. Post-trattamento: possibile rittrattamento canalare o restauro protesico seguito da istruzioni per il post-trattamento e monitoraggio.

Indicazioni cliniche e considerazioni pratiche

La valutazione di un dente devitalizzato deve considerare quanto tessuto residuo sia realmente recuperabile, la stabilità a lungo termine e le esigenze funzionali ed estetiche. È fondamentale distinguere tra casi in cui è possibile conservare il dente e casi in cui si rende necessaria una riabilitazione implantoprotesica. È importante affidarsi a uno specialista con comprovata esperienza per decidere la strategia migliore per ogni caso, tenendo conto sia della parte endodontica sia della parte protetica.

Materiali dei perni dentali e considerazioni sui costi

I perni possono essere realizzati in fibra di vetro, fibra di carbonio o metallo. La scelta dipende dalla posizione del dente, dalla quantità di sostanza residua e dalle esigenze funzionali ed estetiche. Il costo varia in base a complessità del caso, materiale utilizzato, necessità di devitalizzazione e tipo di corona, ma di norma il perno rientra in un trattamento ricostruttivo più ampio.

Rottura del perno dentale: cause e gestione

Le cause principali includono carichi masticatori eccessivi, bruxismo, trauma e indebolimento progressivo della radice. Segnali comuni sono dolore, mobilità della corona o sensazione di instabilità durante la masticazione. A seconda della situazione della radice, può essere possibile sostituire solo la ricostruzione o dover considerare l’estrazione e una riabilitazione implantare.

Leggi anche: Come scegliere i fornitori di perni moncone dentali

Riferimenti pratici e casi di studio

Parte del materiale disponibile comprende riferimenti a casi clinici, studi e linee guida sull’uso di perni endodontici, l’evoluzione delle tecnologie e l’importanza della corretta cementazione e della gestione del post space. Questi elementi supportano una visione aggiornata e basata sull’evidenza, utile sia per i praticanti sia per i pazienti interessati a comprendere le opzioni disponibili.

Infografica: differenze tra perno endodontico, perno moncone e impianto dentale

Nel quadro delle tecniche, l’endocrown è discusso come opzione, valutando quando sia appropriato utilizzarlo come alternativa di restauro per denti posteriori o anteriori con sufficiente struttura residua.

< tagvideo>Video esplicativo: come si esegue la cementazione di un perno endodontico

Dati riassuntivi sulle tipologie di perni e scenari clinici

  • Perno in fibra di vetro: elastico simile alla dentina; ottimizza estetica e distribuzione delle forze.
  • Perno in fibra di carbonio: buone proprietà meccaniche, meno utilizzato per motivi estetici in tempi recenti.
  • Perno metallico: alta resistenza, meno indicato esteticamente; applicabile in casi particolari.
  • Distinzione tra perno endodontico e impianto: scopi e ubicazione differenti.
  • Rimozione del perno: richiede strumenti specifici e procedure conservative per preservare la radice.

Leggi anche: Come utilizzare correttamente le frese per la rimozione della guttaperca

tags: #perno #endodontico #significato #referto #odontoiatrico

Post popolari: