
La professioni dell’odontotecnico, essenziale per la creazione e personalizzazione di protesi dentali e dispositivi ortodontici, ha una storia lunga e affascinante. Questa figura professionale ha le sue radici in pratiche antiche e si è evoluta nel tempo, passando da rudimentali tecniche artigianali a sofisticate tecnologie moderne.
Le prime evidenze di cure dentali risalgono a circa 5000 anni fa, con pratiche che erano ben lontane dalle moderne tecniche odontotecniche. Nell’antico Egitto, i papiri medici, come il Papyrus Ebers, documentano trattamenti per problemi dentali, inclusi rimedi per carie e malattie gengivali. In Grecia e Roma antiche, i medici e i chirurghi, come Ippocrate e Galeno, documentavano le tecniche di estrazione dentale e le pratiche di riempimento. 4.500 anni: ecco quanto va indietro la storia della protesi, allora ancora fatta di osso o di avorio.
La prima pietra miliare per protesi estetiche è stata posta nel 1710 con denti artificiali in porcellana, precursore dell'odierna zirconia. La tecnologia dentale ricevette un altro impulso nel 1728 con il primo libro di odontoiatria (Pierre Fauchard). Le tecniche di processo come le impronte in cera diventano l’approccio standard, integrato alla fine del XIX secolo da tecniche come le corone telescopiche e la fusione a cera persa.
Durante il Medioevo, l’odontoiatria era meno sviluppata e spesso era praticata da barbieri-chirurghi, che eseguivano estrazioni dentali e trattamenti di base. L’evoluzione significativa della professione dell’odontotecnico inizia nel XIX secolo, con l’emergere della moderna odontoiatria. Nel XIX secolo, l’odontoiatria cominciò a evolversi con l’introduzione di nuovi materiali e tecniche.
Il vulcanite, una forma di gomma indurita, fu inventata e utilizzata per realizzare dentiere e protesi dentali. Questo materiale era molto più duraturo e comodo rispetto ai materiali precedenti. Nel 1844, l’odontoiatra americano Horace Wells scoprì l’anestesia con protossido di azoto, una scoperta che rivoluzionò la pratica odontoiatrica e permise procedure più complesse e meno dolorose. Con l’industrializzazione e la crescita della domanda di cure dentali, la professione dell’odontotecnico iniziò a guadagnare riconoscimento come specializzazione a sé stante.
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La prima disciplina organica della figura risale al regio decreto 31 maggio 1928, n. 1334, Regolamento per l’esecuzione della legge 23 giugno 1927, n. 1264, sulla disciplina delle arti ausiliarie delle professioni sanitarie, atto che innanzitutto sussume gli odontotecnici nel novero delle arti ausiliarie delle professioni sanitarie disponendo altresì all’art. 11 che gli odontotecnici sono autorizzati unicamente a costruire apparecchi di protesi dentaria su modelli tratti dalle impronte loro fornite dai medici chirurghi e dagli abilitati a norma di legge all’esercizio della odontoiatria e protesi dentaria, con le indicazioni del tipo di protesi. È in ogni caso vietato agli odontotecnici di esercitare, anche alla presenza ed in concorso del medico o dell’abilitato all’odontoiatria, alcuna manovra, cruenta o incruenta, nella bocca del paziente, sana o ammalata.
Successivamente, il regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265 (Testo Unico Leggi Sanitarie), ha incluso anche l’attività dell’odontotecnico (cfr. art. 99) tra le arti ausiliarie delle professioni sanitarie. Senonché, la successiva evoluzione dell’ordinamento sanitario tra prima (d.lgs. n. 502/1992) e seconda riforma (legge 26 febbraio 1999, n. 42) ha registrato la progressiva affermazione ed emancipazione di molte arti ausiliarie - tra cui l’ottico e l’infermiere - approdate infine ai lidi della piena consacrazione professionale e per le quali sono stati attivati i relativi corsi universitari.
Con la seconda riforma sanitaria del 1999, è stata definitivamente prevista la soppressione della nozione di professione sanitaria ausiliaria nel testo unico delle leggi sanitarie del 1934, sostituita dalla locuzione omnicomprensiva professione sanitaria (v. art. 1, co. 1 legge n. 42 del 1999). La legge 10 agosto 2000, n. 251, reca infatti la nuova disciplina organica delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione ostetrica.
Il XX secolo ha visto un’esplosione di innovazioni tecnologiche e scientifiche che hanno trasformato radicalmente la professione dell’odontotecnico. Negli anni ’50 e ’60, la porcellana divenne un materiale popolare per la realizzazione di restauri dentali. Questo materiale offriva un aspetto più naturale rispetto ai materiali precedenti e migliorava l’estetica dei restauri dentali. La prima pietra miliare per protesi estetiche è stata posta nel 1710 con denti artificiali in porcellana, precursore dell'odierna zirconia.
Da allora, lo sviluppo odontotecnico è progredito rapidamente: in Germania l’odontotecnica è stata riconosciuta come un mestiere a sé nel 1930 e nel 1936 è stato rilasciato il primo titolo di maestro artigiano nella Germania meridionale. La base del cambiamento è la conoscenza scientifica più recente, ma anche l'accesso a nuovi materiali e tecnologie innovative.
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La fine del XX secolo e l’inizio del XXI secolo hanno visto l’emergere delle tecnologie CAD/CAM (Computer-Aided Design/Computer-Aided Manufacturing) e della stampa 3D, che hanno avuto un impatto rivoluzionario sulla professione dell’odontotecnico. Le tecnologie CAD/CAM permettono di progettare e produrre restauri dentali utilizzando software avanzati e macchine di fresatura. La stampa 3D, d’altra parte, consente la creazione di modelli, protesi e apparecchi ortodontici altamente personalizzati.
Tramite software CAD 3D, le informazioni vengono importate ed elaborate con la progettazione in digitale. Il lavoro viene passato al software CAM (che lo prepara per la fresatrice). Una volta effettuata la procedura, si attiva la fresatrice che realizzerà il manufatto. Nel caso dello zirconio il lavoro andrà pre-rifinito, infiltrato e poi sinterizzato in forno secondo le istruzioni della casa produttrice.
Dopo aver trasferito le informazioni occlusali nell'articolatore, si procede alla modellazione anatomica del manufatto (con cera resina ecc.). Raffreddato il cilindro di fusione si procede alla smuffolatura con perle di vetro del rivestimento e adattamento del manufatto al modello in gesso. Si preferisce sempre preparare una “gengiva finta” e lavorare sotto ingrandimento (microscopio).
La professione odontotecnica continua a offrire ampie possibilità di apertura in futuro e continuerà a svilupparsi con conoscenze progressiste basate sulla scienza, la digitalizzazione e le ultime tendenze. Ciò che non può essere sostituito da nessuna tecnologia o nuovo materiale è il know-how e l'esperienza degli odontotecnici. Ma chi dice loro cosa fare e in che modo le protesi diventano un'esperienza di benessere per il paziente in termini di forma e funzione? Solo un odontotecnico può farlo.
Il Dipartimento per l’Istruzione del M.I.U.R. ricorda, nel suo sito web, che la domanda di diplomati tecnici professionali da parte delle imprese è stata nel 2009 e nel 2010 rispettivamente di 214.000 e 236.000 giovani (Fonte: Excelsior) e che ad oggi sono ben 110.000 i diplomati tecnici e professionali che le imprese cercano e ancora non trovano. Una scelta, quella dell’Istituto Professionale, che intercetta sia le esigenze educative dalle famiglie, con un profilo di studi ancor più strutturato e funzionale, sia la richiesta di professionalità che giunge dalle imprese.
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Il settore dentale cerca un numero sempre maggiore di diplomati; soprattutto giovani che abbiano le competenze digitali per gestire in prima persona la produzione di manufatti protesici attraverso la lavorazione con l'ausilio del sistema Cad-Cam. L'idea che la scelta di una professione sia una decisione per tutta la vita è stata superata da tempo e ci sono molte opportunità di sviluppo una volta apprese e padroneggiate le basi dell’odontotecnica.
Attualmente l'odontotecnico è inquadrato come esercente un'arte ausiliaria delle professioni sanitarie e svolge un ruolo fondamentale nella realizzazione di protesi e dispositivi su misura destinati ai pazienti, operando sulla base delle prescrizioni formulate dall'odontoiatra. La normativa vigente prevede che ogni attività clinica sul paziente resti di esclusiva competenza dell'odontoiatra, mentre all'odontotecnico è affidata la progettazione e la fabbricazione dei manufatti protesici.
Negli ultimi mesi sono state rilanciate iniziative finalizzate a favorire l'iter di riconoscimento della figura dell'odontotecnico tra le professioni sanitarie. Una prospettiva che incontra tuttavia la netta opposizione delle principali organizzazioni dell'odontoiatria italiana e della Commissione Albo Odontoiatri, che ribadiscono la necessità di mantenere distinte le competenze tra attività clinica e attività tecnico-laboratoriale.
Il dibattito si è intensificato dopo alcune pronunce giurisprudenziali che hanno riaperto la possibilità di avviare l'iter per il riconoscimento della professione sanitaria, senza però modificare le competenze attualmente attribuite agli odontotecnici né autorizzare attività cliniche sul paziente. Il Consiglio di Stato ha dunque dovuto esprimersi su una richiesta avanzata al Ministero della Salute - tra gli altri - da Confartigianato Imprese Odontotecnici per veder riconosciuto l’Odontotecnico quale figura professionale sanitaria.
Le appellanti non mirano con la presente azione a modificare il profilo contenutistico dell’attività odontotecnica, né ad usurpare ruoli o funzioni precipue della professione odontoiatrica, bensì a rivendicare un percorso di raggiunta maturazione del ruolo e delle attività svolte dagli odontotecnici tale da poter accordar loro l’ingresso nel novero delle professioni sanitarie ex lege riconosciute (con tutte le ricadute in termini ordinistici) nell’ambito ed entro il perimetro delle attività correntemente da essi svolte.
Il felice connubio “Chi si accontenta, gode”, si diceva un tempo. Dopo anni di lotte che vedevano da un lato gli Odontotecnici agguerriti e desiderosi di smantellare confini che sentivano soffocanti, dall’altro gli Odontoiatri timorosi e arroccati sullo scranno del sommo titolo conseguito con fatica, i due combattenti hanno imparato a conoscersi e ad apprezzarsi reciprocamente. I confini, sempre gli stessi, sempre uguali, sempre invariati, magicamente sono apparsi di più ampio respiro, in un’ottica di collaborazione e, soprattutto, di stima reciproca.
Un buon Odontoiatra non può prescindere da un buon Odontotecnico. Raggiunto questo convincimento, ne nascerà un’intesa di grande soddisfazione e il sorriso del Paziente non potrà che risplendere. Con noi gli odontotecnici hanno l'opportunità di vivere la loro creatività nel nostro laboratorio partner, Labor Rager, con la tecnologia convenzionale, di progettare nella forma e nella funzione protesi virtuali utilizzando sistemi CAD, di accompagnare l'implementazione sulla base di tecnologie CAM, di ottimizzare i processi di produzione con idee innovative o di lavorare su progetti, che, ad esempio, hanno come materia la sperimentazione di nuovi materiali o tecniche, collaborando ad essi o addirittura coordinandoli.
Nonostante i numerosi progressi, la professione dell’odontotecnico affronta ancora diverse sfide. La continua evoluzione tecnologica richiede ai professionisti di rimanere aggiornati con le ultime innovazioni e di acquisire competenze specializzate. Una delle principali sfide è garantire l’accesso a una formazione di alta qualità per tutti i futuri odontotecnici. Inoltre, l’accessibilità alle tecnologie avanzate può rappresentare una barriera per alcuni laboratori dentali, specialmente quelli più piccoli o situati in aree remote.
La sostenibilità sarà un’altra area di focus importante. La crescente consapevolezza ambientale e la domanda di pratiche ecologiche stanno spingendo i professionisti del settore a considerare l’uso di materiali eco-friendly e pratiche di produzione sostenibili. La tecnologia ormai è un dato di fatto e andrà ad evolversi sempre di più.
La figura profssione dell’odontotecnico continuerà a cambiare. Anche se il termine "odontotecnico" esiste in questa forma solo dal 1911, la pratica delle tecniche è molto più antica. Da allora, lo sviluppo odontotecnico è progredito rapidamente e il profilo professionale di un odontotecnico è sempre cambiato. La figura professionale continuerà ad offrire ampie possibilità di apertura in futuro e continuerà a svilupparsi con conoscenze progressiste basate sulla scienza, la digitalizzazione e le ultime tendenze.
La professione dell’odontotecnico ha una storia ricca e affascinante, che si estende dalle pratiche rudimentali dell’antichità alle sofisticate tecnologie moderne. Le sfide e le opportunità che il settore affronta oggi richiedono una continua evoluzione e adattamento. L'estetica continuerà a svolgere un ruolo importante nella protesi e nella conservazione degli elementi dentali naturali, e con essa la creatività in termini di forma e colore.
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