
È l’intervento che viene eseguito quando le mammelle sono scese e hanno perdido volume.
RISCHI E/O COMPLICAZIONI L’intervento comporta i rischi normali di tutti gli interventi chirurgici in generale (emorragia, ematomi, necrosi cutanea, alterazioni permanenti della sensibilità, asimmetrie).
Rischi specifici sono: cicatrici ipertrofiche o cheloidee, la cosiddetta contrattura capsulare (o "rigetto della protesi") che deriva dalla reazione dell'organismo all'introduzione di un corpo estraneo e consiste nella formazione di una "capsula" più spessa e più densa della norma tutto intorno alla protesi che può, col tempo, provocare dolore e compromettere il risultato estetico dell'intervento.
Se non avete ancora visto il video sui Rischi generici degli interventi di chirurgia estetica, vi invitiamo a guardarlo nei nostri canali social o nel nostro blog.
Tra le complicanze specifiche dell’intervento di Mastoplastica Additiva la più peculiare è la contrattura capsulare, cioè la contrazione della capsula periprotesica.
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È un evento impredicibile che interessa una piccola percentuale dei pazienti e non è altro che l’inspessimento della capsula periprotesica, o capsula di Baker, che il nostro organismo costruisce attorno alla protesi nelle prime settimane dopo l’intervento chirurgico.
Questa capsula periprotesica è una struttura sottile ed elastica che aderisce alla protesi, ma i alcuni casi diventa più spessa e meno elastica, fino ad una vera e propria situazione di contrattura dove il seno diventerà rigido con anche sintomatologie dolorose.
Un'altra delle complicanze specifiche è la rottura della protesi, che è un evento abbastanza raro, e si manifesta principalmente in pazienti con impianti di vecchia data.
L’involucro della protesi si danneggia ed il gel contenuto all’interno interno fuoriesce rimanendo però in genere contenuto nella capsula periprotesica.
La pulizia del sito prevede l’asportazione totale della capsula di Baker, prima dell’intervento per l'inserimento del nuovo impianto.
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La protesi può ruotare, infatti gli impianti di tipo anatomico hanno circa il 25% di possibilità di rotazione e quindi bisogna re-intervenire.
L’impianto può anche dislocarsi, quindi spostarsi dalla sede naturale, e ribaltarsi.
Questi fenomeni sono tutti molto visibili dall’esterno e vanno re-operati.
Molto rara è la deiscenza della protesi, che può essere dovuta ad un’infezione a livello della cicatrice di entrata.
È molto più facile che avvenga per impianti posizionati a livello sottoghiandolare, piuttosto che a quelli posizionati a livello sottomuscolare.
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Può esserci, inoltre, un’alterazione della sensibilità cutanea transitoria che può verificarsi sia con un aumento, che una perdita della sensibilità di alcune aree per un periodo che può essere di alcune settimane.
Per l’intervento di Mastopessi Additiva, abbiamo delle complicanze aggiuntive dovute alla deiscenza della cicatrice o ad una cicatrizzazione non buona, che sarà necessario trattare con una seduta di laser o con delle infiltrazioni locali.
Il nostro centro di Chirurgia non utilizza protesi anatomiche perché siamo a conoscenza del fatto che circa il 25% ruota.
A cura di dott. Skerdi Faria, con il contributo del Comitato Scientifico del KEIT Day Hospital e sottoposto a revisione paritaria. Questa revisione 2024-2025 sintetizza le più recenti revisioni sistematiche e meta-analisi indicizzate su PubMed che valutano i rischi e le complicanze associate al lifting del seno (mastopessi).
Le pubblicazioni selezionate analizzano i pattern di complicanza nelle diverse tecniche di mastopessi, i fattori anatomici e vascolari di rischio, gli esiti nei casi di procedure combinate o in più tempi chirurgici e le variabili tecniche che influenzano la guarigione delle ferite, la vitalità del complesso areola-capezzolo (NAC) e la durata dei risultati estetici.
Una ricerca mirata su PubMed ha identificato cinque pubblicazioni di alto livello, pubblicate tra il 2024 e il 2025, che soddisfacevano criteri di inclusione rigorosi. Sono state considerate esclusivamente revisioni sistematiche e meta-analisi che riportano esiti rilevanti per i rischi e le complicanze della mastopessi.
Le pubblicazioni analizzano i pattern di complicanza nella mastopessi estetica, nella mastopessi associata a impianti o lipofilling, negli esiti dipendenti dal tipo di peduncolo e nella mastopessi eseguita in percorsi chirurgici in più tempi.
Nel complesso delle revisioni sistematiche e meta-analisi selezionate, la mastopessi mostra un profilo di sicurezza generalmente favorevole.
Nel complesso delle revisioni selezionate, le complicanze severe o potenzialmente invalidanti sono poco comuni.
Tali eventi sono generalmente associati a un’anatomia vascolare compromessa del seno e del complesso areola-capezzolo, a un’eccessiva tensione tissutale durante il rimodellamento e a fattori legati alla paziente, come il fumo o una ridotta capacità di guarigione.
Il dott. Mastopessi, comunemente nota come sollevamento dei seni, è un intervento chirurgico studiato per sollevare e rassodare il seno cadente.
Questa procedura può essere particolarmente utile per le donne che hanno riscontrato cambiamenti nella forma e nella posizione del seno dovuti a fattori quali l'invecchiamento, la perdita di peso, la gravidanza o l'allattamento.
Sebbene le infezioni postoperatorie siano rare, possono verificarsi.
I sintomi includono arrossamento, dolore eccessivo che non migliora con i farmaci, secrezioni insolite e febbre.
Un ematoma è una raccolta di sangue all'esterno dei vasi sanguigni che può formarsi nel sito chirurgico. Ciò può causare gonfiore, dolore e arrossamento.
Possono verificarsi necrosi o perdita di pelle, soprattutto nei pazienti fumatori o affetti da cattiva circolazione sanguigna.
Per prevenire questa complicazione è opportuno smettere di fumare diverse settimane prima dell'intervento e garantire una corretta valutazione della salute vascolare del paziente.
Nel periodo postoperatorio potrebbero verificarsi differenze nella forma, nelle dimensioni o nella posizione dei seni. Sebbene alcuni gradi di asimmetria siano normali, in casi gravi potrebbe essere necessaria una correzione chirurgica.
Le cicatrici sono una parte inevitabile della mastopessi. In alcuni casi, tuttavia, possono essere particolarmente spesse, larghe o di colore evidente (cicatrici ipertrofiche o cheloidee).
Per preparare il paziente e ridurre al minimo le complicazioni è essenziale discutere dettagliatamente con il chirurgo i rischi e i benefici della procedura.
Il trattamento specifico delle complicazioni dipenderà dalla natura e dalla gravità della complicazione. Le infezioni potrebbero richiedere antibiotici, mentre gli ematomi potrebbero necessitare di drenaggio.
Nonostante i rischi associati, la mastopessi può dare risultati significativi nel migliorare l'aspetto e l'autostima dei pazienti.
È fondamentale selezionare un chirurgo plastico qualificato e discutere apertamente tutte le preoccupazioni e le aspettative prima di decidere di sottoporsi a questa procedura.
El Dottor Gustavo Sordo è uno dei pochi chirurghi plastici, specialista in mastoplastica additiva a Madrid, che utilizza la tecnica del “Recupero 24 ore”.
La mastopessi si definisce il lifting del seno, ovvero la possibilità di risollevare un seno cadente.
La scelta dell’incisione avverrà, in base alla scelta del chirurgo ed in base alle caratteristiche delle mammelle da operare.
L’intervento di mastopessi si può eseguire in regime di day surgery, senza necessità di ricovero. Ogni intervento chirurgico comporta rischi specifici e possibili complicanze.
Le informazioni pubblicate su questo sito hanno finalità informative e non sostituiscono una visita medica specialistica.
Le tecniche di incisione utilizzate per un lifting al seno sono generalmente di tre tipi: Incisione a T rovesciata (anchor lift), Incisione verticale (lollipop lift), Incisione periareolare (donut lift).
La tecnica a T rovesciata è spesso usata in mastopessi per cadute marcate e consente di rimuovere più tessuto e pelle extra per risultati estetici evidenti.
La tecnica verticale crea cicatrici limitate e si nasconde bene, utile per cadute moderate.
La tecnica periareolare permette di rimodellare l’areola e posizionarla più alte, utile in ptosi leggera.
Con queste tecniche è possibile anche l’inserimento di protesi mammarie in abbinamento alla mastopessi: si parla di mastopessi additiva o mastoplastica additiva con riduzione dei tessuti mammari.
Dopo l’intervento è previsto un periodo di riposo, edema e dolore moderato controllabili con antidolorifici, assistenza familiare nelle prime ore e settimane, e l’uso di un reggiseno conformato per circa un mese.
Le cicatrici resteranno permanenti, ma tendono a schiarirsi e a diventare meno evidenti nel tempo, rimanendo nascoste sotto reggiseno o costume.
Tra le complicanze minori: dolore acuto, gonfiore, ecchimosi e sensazione residua, tra le complicanze maggiori: infezioni, sanguinamenti, necrosi dei capezzoli, o peggioramenti della ptosi.
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