
Nel campo della riabilitazione neuro-occlusale e della gestione dei disturbi temporomandibolari (TMD), l’approccio pluriennale si è evoluto dalla mera correzione occlusale verso strategie conservative, modulabili e modulari. La presente trattazione riassume definizioni, elementi funzionali, indicazioni e rischi associati alle procedure occlusali irreversibili, integrando contenuti provenienti dal materiale di riferimento fornito e ampliandoli per offrire una panoramica coesa e operativa.
Fig. linee inter-incisive coincidenti. Tenendo conto del riferimento visivo delle linee inter-incisive, lungo il tragitto di apertura-chiusura abituale, la mandibola segue un percorso lineare in assenza di deviazioni dalla massima intercuspidazione fino verso la massima apertura. Questo comporta un impegno muscolare simmetrico, equilibrato e sinergico fra la muscolatura di dx e la muscolatura di sx. La linearità del tragitto di apertura-chiusura abituale conferma l’interpretazione che la deviazione sia di tipo strutturale (dentale) e non di tipo funzionale.
Fig. Fig. Fig. 1 (A+B+C) - Paziente con problematiche estetiche per la presenza di processi di usura e, Fig. 2, per la perdita di dimensione verticale dell’altezza del III inferiore del viso. La richiesta è quella di un miglioramento senza dover ricorrere a un approccio protesico con corone tradizionali, che reputa biologicamente troppo aggressive. La paziente riferisce di stare bene e di non avere nessuna difficoltà nella masticazione. L’esame obiettivo è negativo. L’occlusione abituale presenta una deviazione delle mediane inter-incisive, a nostro parere di tipo strutturale (dentale per una agenesia del 33).
Il sospetto che si tratti di una deviazione strutturale è avvalorato da una relazione intermascellare di I classe dentale in un rapporto di iperprima molare simmetrico. Attribuiamo il rapporto bilaterale in iperprima al cambio di postura mesializzante da parte della mandibola, come conseguenza del processo di usura dentale. La presenza di una relazione centrale (CR) e la mancata corrispondenza con la MIP indicano un assetto occlusale che necessita di verifica e possibile riassetto ortopedico.
Fig. La dinamica frontale mostra una lateralità dx e sx realizzante movimenti orizzontali, simmetrici e con contatti dentali sequenziali sia sul lato di lavoro sia sul lato bilanciamento. Questi elementi portanti hanno garantito lo stato di salute muscolo-articolare e confermano lo stato di comfort riferito dalla paziente e la negatività dell’esame obiettivo. La simulazione di bilanciamento è centrale per valutare la sostenibilità di eventuali modifiche occlusali.
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Fig. Nel caso specifico è particolarmente evidente fra il versante distale del 4 superiore e versante mesiale del 5 inferiore, fino ad arrivare al testa a testa incisivo con disclusione dei settori posteriori (C). Tuttavia anche in questa fase finale della protrusione, la bocca opera un ulteriore compenso (a supporto delle articolazioni) con il versante distale degli ultimi molari. Quest’ultima osservazione conferma il riscontro di un buon equilibrio biomeccanico e controindica l’eventuale modifica di superfici di questo tipo, dove anche l’estrazione di un ottavo potrebbe diventare un fattore critico.
Fig. Fig. 8 (A+B) e fig. 9 (C+D) - Dinamica frontale. Abbiamo incrementato la dimensione verticale occlusale (DVO) garantendo la realizzazione di movimenti liberi, orizzontali, simmetrici e del tutto sovrapponibili a quelli iniziali con contatti dentali sequenziali dal lato di lavoro e dal lato di bilanciamento, sia in lateralità dx sia in lateralità sx. La morfologia occlusale è in armonia con i tragitti neuro-artro-muscolari della paziente e garantisce un buon equilibrio neuro-muscolare e la protezione delle articolazioni. Sottolineiamo in particolare i corridoi funzionali in uscita (distali ai laterali e mesiali a canini superiori) presenti bilateralmente e espressione dei movimenti latero-protrusivi della mandibola (A+C).
Fig. Fig. Fig. L’asimmetria fra i due movimenti di lateralità è indicativa di un blocco funzionale con l’impossibilità da parte della mandibola a traslare verso dx (A), per cui il movimento verso sx diventa il lato di masticazione prevalente e pressoché obbligato (B). Fig. Fig. Fig. Fig. La dinamica frontale si mantiene simmetrica (E,F) e garantisce una masticazione alternata. Focalizziamo l’attenzione sul fatto che il rapporto overbite-overjet (G) partecipa e contribuisce alle funzioni laterali alternate, garantendo un rapporto sequenziale con le componenti intermedie dal lato di lavoro.
Rispetto alla situazione iniziale (A1), è evidente una buona orizzontalità del piano occlusale, l’allineamento delle linee inter-incisive, la buona simmetria delle due emi-bocche e la I classe dento-basale (C,B,D). Tutti fattori indicativi di uno sviluppo morfo-funzionale equilibrato. Dinamica verticale (A,B): il tragitto di apertura-chiusura abituale si mantiene lineare con un atterraggio nel rapporto intermascellare statico privo di deviazioni e indicativo di una stessa dimensione verticale occlusale statica (DVOs) fra le due emi-arcate di dx e le due emi-arcate di sx (A,B). Dinamica frontale (E;F): da rilevare la simmetria fra i due emi-mascellari superiori e l’orizzontalità complessiva del mascellare. I due movimenti di lateralità dx e di lateralità sx si presentano poco ripidi e simmetrici (E,F). Due condizioni indicative di due dimensioni verticali occlusali dinamiche (DVOd) uguali che riducono la disclusione dei settori posteriori e favoriscono la partecipazione progressiva degli elementi dentali per aree di competenza (contatti bilaterali lavoranti e bilancianti).
Dinámica sagittale: la protrusiva avviene in maniera lineare con la partecipazione progressiva delle determinanti posteriori fino al loro disimpegno nella relazione incisiva di testa a testa (G).Nel complesso panorama dei disturbi temporomandibolari (TMD), l'apparecchio occlusale rimane un ausilio ampiamente utilizzato nella terapia conservativa. Sebbene la terminologia vari, l'obiettivo clinico è unico: fornire un’interfaccia rimovibile in acrilico rigido che ottimizzi la relazione tra gli archi dentali. Basandosi sui principi di riferimento stabiliti dal Dr. Jeffrey Okeson e sui moderni concetti di riabilitazione modulare, questa guida esplora come selezionare e adattare gli apparecchi per risultati prevedibili nei TMD.
Figura di contesto: i corridoi funzionali e la direzione dei movimenti determinano il successo di un apparecchio occlusale, influenzando l’equilibrio neuromuscolare e la protezione delle ATM.
Processo di disegno e verifica di un apparecchio stabile comprende: adattamento iniziale ai denti maxillari, definizione di un fermo anteriore per stabilire la dimensione verticale, test di protrusione per trovare il punto dolce senza clic, realizzazione di una scanalatura e creazione di una rampa linguale con acrilico autocurante. La verifica finale valuta ritenzione, distribuzione uniforme dei contatti, risoluzione dei sintomi, guida efficace, comfort del paziente.
Considerazioni pratiche per il clinico: la reversibilità è fondamentale; monitorare paziente con dispositivi a copertura parziale e mantenere il Gold Standard dell’arco completo per massima efficacia e minimo rischio. L’APA non è un cambiamento permanente ma un ripristino temporaneo della relazione condilo-disco, che può offrire una finestra di adattamento e riparazione tessutale.
La letteratura storica mostra una tendenza a utilizzare approcci meccanicistici basati su “terza via” per ricatturare dischi dislocati anteriormente. Una revisione sistematica del database Medline ha evidenziato che non esistono studi controllati robusti che dimostrino la superiorità a lungo termine di qualsiasi strategia di riposizionamento del disco rispetto alle terapie conservative per la gestione del dolore in TMD. Pertanto la decisione di adottare tecniche irreversibili deve essere guidata da chiara indicazione clinica, consenso informato e valutazione dei rischi e benefici per ciascun paziente.
Gli otto fattori di Okeson per valutare perché gli apparecchi occlusali possono ridurre i sintomi includono: alterazione della condizione occlusale, posizione condilare, aumento della dimensione verticale, dislocazioni selettive e altre variabili biomeccaniche. Il doseaggio di tali elementi deve essere personalizzato, monitorato e integrato in un modello di cura conservativa progressiva.
Il sistema MRS consente di passare da un modulo di base a moduli avanzati (MRS 0 → MRS 3 → MRS 4) sfruttando cambiamenti minimi in laboratorio, riducendo tempi e costi di riabilitazione. L’adozione di percorsi formativi avanzati, come corsi di diagnosi, progettazione e protocolli di trattamento, è raccomandata per elevare i risultati clinici e tradurre la diagnostica funzionale in riabilitazione mandibolare efficace.
| Tipo di apparecchio | Scopo principale | Rischi principali | Controindicazioni |
|---|---|---|---|
| Stabilizzazione completo | Rilassamento muscolare, protezione ATM | Rischio minimo di adattamento occlusale | Non indicato se non si verifica sintomatologia |
| APA | Posizionamento anterioro per finestra terapeutica | Non permanente; gestione di CR | Non indicato se la causa è articolare |
| NTI-tss | Riduzione attiva dei muscoli posteriore | Supra-eruzione potenziale se usato a lungo | Uso breve, monitoraggio |
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